Avanti della domenica

N. 22 dell'11 luglio 2010

Marco Di Lello - Non è un Paese per i giovani
mercoledì 7 luglio 2010



Non è un paese per giovani : lo ha argomentato Pierlugi Battista sul Corsera qualche giorno fa, abbiamo provato a denunciarlo nelle tesi congressuali, con l’aggiunta di qualche piccola proposta, convinti che in un paese in cui si rottama di tutto il più antico partito d’Italia può ancora contribuire a valorizzare il vecchio per aiutare il nuovo.
Se accedessimo alla brutale logica dell’inutilità del vecchio, però, dovremmo rottamare la Repubblica, anziana di 62 anni; la Politica, i cui protagonisti sono per due terzi ver 65; l’economia anziana, diretta da Manager non più giovanissimi, fondata su grandi imprese familiari, così come le professioni, tramandate di generazione in generazione.
Dovremmo rottamare il nostro Welfare, architettato per anziani (nel sistema pensionistico comenel riparto dei fondi per la sanità, dove un anziano ‘vale’ più di un neonato) senza alcuna protezione per i giovani, e perfino il nostro sistema energetico, ancora in gran parte fondato sui vecchi idrocarburi anziché sulle giovani energie rinnovabili.
Dovremmo rottamare la Giustizia, che giustamente pone la incompatibilità con il regime detentivo per i settantenni, ma non per i minori e prevede un diritto di famiglia fondato sul matrimonio che non riconosce forme di convivenza utilizzate da quasi 4 milioni di giovani coppie nel nostro paese.
Dovremmo rottamare lo Statuto dei Lavoratori, che offre garanzie ai lavoratori dipendenti e nulla per gli atipici, in gran parte giovani ed anche il sistema creditizio, che pone spesso insormontabili difficoltà di accesso ai mutui per le giovani coppie come per i giovani imprenditori o i giovani professionisti.
Dovremmo rottamare tagli e riforme del sistema di istruzione, scuola, università e ricerca, che smantellano un’offerta formativa pubblica puntando su presunte eccellenze private, scuole e fondazioni universitarie, cui potranno accedere solo pochi e privilegiati figli di, disinvestendo sull’unica vera grande materia prima di questo paese: il sapere, l’intelligenza, la creatività, che da sole, se valorizzate e non sprecate, basterebbero a trasformarci in un grande paese.
Dovremmo rottamare, insomma, l’intero paese, ed in primis chi giovane non è: sappiamo invece che gli anziani possano essere una straordinaria risorsa del Paese, tanto più se saremo capaci di dar loro una nuova e più ampia funzione, facendoli sentire più utili alla società, trasformandoli da “fine” della politica (come appaiono nella Italia di oggi) a “mezzo”, nell’ottica di un futuro che renda il giovane sempre più partecipe.
è anche questo il Partito Socialista Italiano, il partito che attraverso le esperienze dei ‘vecchi’ vuole dare ai giovani la possibilità di avere qualcosa di più e di partecipare alla costruzione di un’Italia migliore, superando l’attuale contrapposizione che vede vincente la gerontocrazia.
Siamo convinti, infatti che il merito prescinda dall’età e che la contrapposizione tra giovani ed anziani sia solo una tensione in più in un paese gia troppo profondamente diviso al proprio interno: perciò occorre un Patto Intergenerazionale che non escluda ma includa, in cui ciascuno abbia un ruolo, e sopratutto una chance, un’occasione per mostrare il proprio talento, per concorrere ad armi pari, ma senza abbandonare chi è più indietro.
Un patto per un paese migliore, un patto per un paese più giusto.