Avanti della domenica

N.4 del 5 febbraio 2012

Nessuno pensa a far rientrare chi è emigrato
Leonardo Scimmi - Italians
mercoledì 1 febbraio 2012

Leonardo Scimmi

Sorprende e preoccupa che l’Unione Italiani nel Mondo si stia organizzando per trovare lavoro agli italiani, all’estero però, come dimostra il Convegno su Emigrazione 2 che ha avuto luogo il 18 gennaio a Roma.
Eh sì, date le condizioni del mercato del lavoro in Italia, l’unica soluzione appare l’emigrazione forzata. Altro che esperienze all’estero to open your mind, siamo alle strette e ci tocca emigrare.
Sorprende invece solamente fino ad un certo punto il fatto che né lo Stato né i sindacati né Confindustria né chicchessia abbia ancora pensato a come far rientrare gli italiani che lavorano all’estero da anni.
Eh sì, non esiste un data base per raccogliere i nomi ed i profili professionali di tutti gli italiani che lavorano all’estero. L’AIRE (anagrafe della popolazione italiana residente all’estero) serve solo ai fini amministrativi.
La nazionalità ha forse perso valore?
Forse sì, senza tuttavia lasciare ancora il posto ad un europeismo o federalismo che la rimpiazzi.
Qualcosa si potrebbe fare per recuperare i lavoratori che all’estero hanno fatto esperienza e appreso conoscenze e competenze?
Altri Paesi sostengono e promuovono questo scambio osmotico tra esperienze all’estero valorizzate poi nel Paese di origine.
No, l’Italia magari paga borse di studio per studenti che poi lavoreranno tutta la vita all’estero, versando zero lire nelle casse dello Stato.
Vabbé, il difetto di organizzazione è una qualità nazionale, questa senz’altro sì.