Avanti della domenica

N.4 del 5 febbraio 2012

Visto dall'Europa
Luca Cefisi - Merkozy, ancora troppo poco per lo sviluppo
mercoledì 1 febbraio 2012

Luca Cefisi

Il presidente del Pse, Serghei Stanishev, ha contestato le proposte economiche di Merkel e Sarkozy, esposte nel corso del recente vertice europeo.
Innanzitutto, prima ancora di entrare nel merito, ci sarebbe da osservare che questa cosa della coppia fissa sta facendo danni profondi all’Europa: è come se il dinamico duo mettesse un’ipoteca su ogni discussione, chiudendo preventivamente la porta mentre gli altri aspettano fuori. Nel merito, in effetti, i “Merkozy” hanno almeno stabilito un principio interessante: che a forza di tagli non si va avanti, e occorre stimolare la crescita. In questo senso, i nostri due stanno più o meno dalla parte giusta: anche se la Merkel ancora fa fatica a mettere mano alla cassa, il buon senso e la realtà stanno spingendo tutti nella direzione giusta.
Stanishev però osserva che siamo ancora alle vaghe dichiarazioni di intenti: al “faremo, diremo…”. Intanto, 5,6 milioni di giovani europei risultano disoccupati, quanto l’intera popolazione della Danimarca: l’Europa ha il 22% di popolazione giovanile, contro il 9% degli adulti (parliamo di medie, l’Italia ha il 31% di giovani senza lavoro, come abbiamo appreso dall’Istat in questi giorni).
I socialisti europei hanno un loro piano per l’occupazione, che prevede la “garanzia giovanile europea” (piani di inserimento scolastico e lavorativo, universali, cioè mirati a far fare qualcosa ad ogni ragazzo o ragazza senza occupazione, invece che lasciarli per strada o chiusi in casa).
L’idea nasce da esperienze scandinave e austriache e, per l’orrore della signora Merkel, il cancalliere austriaco Faymann dice che si può fare in tutta Europa: costerebbe 10 miliardi di euro, che per esserci ci sono, se si vogliono spendere. Mentre Merkel si prepara a tenere comizi in Francia contro Hollande, la dialettica tra sinistra e destra in Europa si ravviva. Il problema, per noi, rimane quello dell’anomalia italiana: si possono fare, da noi, le cose scandinave, fisco severo, flexicurity, garanzia giovanile?