Avanti della domenica

N.4 del 5 febbraio 2012

Documento dipartimento lavoro sul confronto aperto dal governo con le parti sociali
Lavoro. Riformare, ma senza fare disastri
mercoledì 1 febbraio 2012


Il dipartimento lavoro del partito socialista italiano ritiene che la trattativa in corso con le parti sociali rivesta un’ importanza tale da essere decisiva addirittura per il prosieguo stesso del governo Monti. Non ci pare che il confronto sia iniziato con il piede giusto e soprattutto non ci sembra che il Governo sia portatore di un disegno complessivo di una compiuta riforma del mercato del lavoro e del sistema degli ammortizzatori sociali
Il Dipartimento ritiene però che esistano precisi obiettivi che tale confronto deve porsi, e la prima emergenza che va affrontata è quella dei giovani e dei 45/50enni esclusi dal mercato del lavoro, e a questo proposito riteniamo che si debba ancora esplorare l’intero spettro delle proposte in campo, perché non siamo affatto convinti che il contratto di inserimento possa consentire l’ingresso dei giovani nel mercato così come fece la legge 285 nel 1977.
Il dipartimento ritiene che debba essere ridotto a poche forme contrattuali l’ingresso nel mercato del lavoro, e debbano quindi essere cancellati dall’ordinamento i vari tipi di contratto quali ad esempio il contratto a progetto e relative partite iva, l’associazione in partecipazione, che molto spesso vengono utilizzate dalle aziende per evitare l’assunzione come lavoratore dipendente in particolare dei giovani.
Allo stesso modo crediamo si debba andare molto cauti nei confronti dell’attuale sistema legislativo sull’apprendistato che ha permesso in questi anni di assumere molti giovani dando allo stesso tempo concrete agevolazioni contributive alle aziende .
Riformare rimane il credo dei socialisti, ma dover modificare le cose rischiando di creare disastri solo in ragione di un’insana volontà di innovazione legislativa non ci vedrà mai favorevoli.
L’altro obiettivo che il confronto deve porsi è quello di trovare risorse economiche per gestire la fase di recessione evitando di cancellare strumenti quali ad esempio la Cigs che fino ad ora hanno permesso di affrontare le situazioni di crisi delle aziende, utilizzando strumenti che i lavoratori e le aziende si sono pagati versando i contributi allo stato, anzi riteniamo che per gestire le attuali crisi aziendali le parti sociali debbano ricorrere maggiormente all’utilizzo dei contratti di solidarietà evitando così un aggravio di spesa sui conti dello stato.
Il dipartimento seguirà con attenzione lo sviluppo del confronto informando tutti i compagni sui temi oggetto delle trattative e organizzerà a breve un seminario interno per definire una nostra proposta politica da portare al confronto con gli altri partiti del centro sinistra.