Avanti della domenica

N.4 del 5 febbraio 2012

La Lega ha un potere immenso ma per il Nord non ha fatto nulla
Alessandro Pietracci - Lega. Dalla Padania alla Panzania
mercoledì 1 febbraio 2012

Alessandro Pietracci

La manifestazione della Lega Nord di domenica 22 in piazza Duomo a Milano segna il flop definitivo di un movimento politico che ancora deve fare i conti con un leader volgare, costretto a esprimersi a gestacci, a insultare la nostra patria, a muoversi sul palco scimmiottando i bei tempi andati.
Il fenomeno Lega ora si concretizza nelle speculazioni finanziarie con i buoni del tesoro della Tanzania e nella fantasmagorica esaltazione della Padania. Siamo giunti alla Panzania, secondo il neologismo inventato dal comico Maurizio Crozza.
Ci sarebbe da scherzare se questo partito non fosse stato anni e anni al governo del Paese, se non governasse ancora importantissime Regioni, Province e Comuni del Nord, sempre fedelmente e supinamente alleata con Berlusconi. Al timone di banche, aziende pubbliche e grandi Istituzioni, con un vero e proprio esercito di lottizzati. La Lega ha avuto, e ha, un potere immenso, con cui ha potuto e può fare il bello e il cattivo tempo. Ma, al netto delle urla e degli slogan e delle pagliacciate, per il Nord che dice di rappresentare e difendere, non ha fatto praticamente niente, anzi, ne ha peggiorato la vita e le prospettive!
La Lega ha fallito completamente e ha tradito gli interessi del Nord e della sua gente, compresi i suoi stessi elettori: ha perseguito solo i propri interessi di potere e, in virtù di questi, ha accettato di tutto, dai voti parlamentari in difesa della casta e degli inquisiti (come l’ultima grottesca e scandalosa vicenda sulla richiesta di arresto dell’esponente PdL campano Cosentino, in odor di camorra, dimostra), all’indulgenza verso evasori e cricche varie.
Altro che Roma ladrona: la Lega, ben salda sulla sua poltrona, la difende e la perdona! È inutile che oggi, davanti ad una terribile crisi a cui bisogna rispondere con il massimo di responsabilità e determinazione, la Lega giochi a fare opposizione, per far dimenticare le sue responsabilità e i suoi fallimenti.
Per fortuna in Trentino la Lega non ha mai sfondato. Sia per la nostra tradizione autonomista sia perché i vari governi di centro sinistra che si sono alternati in questi anni hanno saputo, al di là di ogni manchevolezza, presentarsi come compagini aperte e riformatrici. Di questo dobbiamo essere orgogliosi. Siamo ancora di più orgogliosi tuttavia che la comunità trentina abbia dimostrato di avere gli anticorpi per respingere qualsiasi tendenza razzista, qualsiasi velleitarismo politico. Il Trentino deve confermare nei prossimi anni questo patrimonio di convivenza, innovandolo con un nuovo progetto di futuro.
Si va verso una “comunità autonoma” trentina che respinga qualsiasi localismo o nostalgia ma che sia capace di interpretare il concetto di comunità secondo il contesto globale e locale contemporaneo. Il vero federalismo, il vero senso di comunità va in direzione opposta rispetto alla visione leghista. I socialisti trentini vogliono però raccogliere la sfida, a cominciare dal dibattito sulle Comunità di valle per offrire al Trentino proposte di visioni nuove e di riforme, ora più che mai necessarie.