Gerardo Labellarte
Marina Lombardi è uno dei trentadue candidati sindaco socialisti alle prossime elezioni amministrative del 15 e 16 maggio. E’giovane e combattiva, membro del nostro Consiglio nazionale e concorre, con ottime possibilità di elezione, nel comune di Stella, nel savonese. La cittadina che diede i natali all’amatissimo presidente Sandro Pertini e che custodisce le sue spoglie e la sua casa, trasformata in un piccolo ma suggestivo museo.
Altrettanto significative le candidature a sindaco in cittadine importanti quali Città di Castello, comune umbro di oltre 40 mila abitanti, con Luciano Bacchetta che ha stravinto le primarie locali, di Livio Valvano a Melfi, di Vincenzo Caciulli a Montevarchi e di molti altri.
Con loro saranno migliaia i cittadini che correranno sotto il simbolo del Psi o di liste direttamente organizzate dai socialisti, a conferma del capillare radicamento del nostro Partito su tutto il territorio nazionale. Le liste socialiste saranno presenti in 23 capoluoghi di provincia su 29 e circa due terzi degli abitanti dei comuni e delle province interessati al voto troveranno il nostro simbolo sulla scheda. Si tratta di un risultato estremamente soddisfacente, soprattutto in considerazione dell’enorme proliferare di liste civiche, della difficoltà nella raccolta delle firme e dell’innalzamento dei quorum necessari per accedere ai consigli, a seguito delle recenti modifiche normative. Le liste sono generalmente, e salvo eccezioni in genere più che giustificate, collocate all’interno di coalizioni di centrosinistra, anche se, come già avvenuto in passato, la coalizione non è stata generosa nel valorizzare il contributo socialista in termini di candidati sindaco. Basti pensare al caso di Cosenza dove il Pd ha rifiutato di prendere in considerazione l’unica candidatura che avrebbe probabilmente salvato l’unità del centrosinistra e cioè quella di Franz Caruso. E dove soltanto il senso di responsabilità dei socialisti cosentini ha permesso di evitare che il centrosinistra si presentasse con tre diversi candidati.
Si potrebbero citare molti episodi rappresentativi del grande lavoro portato avanti in questi giorni, della elaborazione collettiva di programmi e iniziative per il governo dei territori, di adesioni significative di associazioni e singole personalità. Voglio ricordarne solo qualcuno. In particolare il caso di Trieste, dove, grazie ad uno sforzo straordinario del quale siamo grati ai militanti triestini, il simbolo socialista ricompare sulla scheda dopo molti anni, nella sua nuovissima edizione con un forte richiamo al tricolore. Altrettanto importante la costruzione della lista “Rosa per Bologna”, che vede la partecipazione, oltre al Psi, di associazioni e personalità del mondo laico e riformista e che sta animando il dibattito nel capoluogo emiliano. La “Rosa” ha polemizzato con giusto tono e giusti argomenti con le posizioni del candidato sindaco leghista Bernardini che sta cercando, anche in una città aperta come Bologna, di speculare sulle paure di una parte dei cittadini ventilando le solite invasioni epocali di stranieri in arrivo.
Non è mancata, nel corso di questi giorni, qualche polemica sulle scelte adottate localmente dai socialisti. In particolare sulla decisione del Psi di Milano di non presentare il simbolo in quello che sarà il test più importante dal punto di vista politico nazionale. Questa scelta va pienamente rispettata, e non solo perché da sempre riteniamo che le decisioni relative alle autonomie locali vadano assunte localmente. Ma soprattutto perché siamo stati testimoni degli sforzi compiuti dai socialisti milanesi affinché il simbolo Psi fosse presente sulla scheda. Questo lavoro, pur non avendo conseguito il risultato sperato, merita piena solidarietà, e l’augurio di riuscire nel tentativo di riportare, dopo molti anni, un socialista a Palazzo Marino.
E lo stesso augurio fraterno rivolgiamo a tutti i candidati socialisti.