Avanti della domenica

N.15 del 17 aprile 2011

Lettere di Guidetti, Rota
mercoledì 13 aprile 2011

‘Monnezza’ di Napoli, perché non dare l’appalto alla camorra?

Con le new-entry di Leica, al Dutor e Jenny si allarga il tavolo politico letterario Ernest Hemingway” del bar di Puianello che ha discusso “Lo scandalo della monnezza (rifiuti) di Napoli.
Fra le rimembranze di un popolo e di una città splendida che seppe scrivere pagine di gloria nell’insurrezione contro i tedeschi ed altrettante di miseria umana  durante l’occupazione degli Alleati, unanime è stata l’amara certezza che dietro la “monnezza” forte sia la presenza dei tentacoli della camorra per gli affari milionari che non intendono perdere. Un “potere criminale” organizza disordini e blocchi stradali, coinvolgendo e strumentalizzando gli abitanti che trarrebbero solo benefici dalla raccolta differenziata, dall’utilizzo controllato delle discariche, dalla realizzazione dei termovalorizzatori…
Al “tavolo politico-letterario” si è rimasti stupiti nell’apprendere che il 48,5% degli abitanti di Terzigno, assunta alla cronaca per le immagini dei disordini anti-discarica, è “beneficiata dell’INPS”, la maggiore fonte di reddito di quel paese?
Ma tornando alla “monnezza”, al “tavolo” si sono richiamate le conclusioni delle indagini sulla gestione “dell’emergenza rifiuti” nella regione, un documento del 28 settembre 2010 della Corte dei Conti – Sezione di Controllo per la Campania: “La magistratura contabile osserva che le gravi problematiche sono state determinate, soprattutto, dall’impossibilità di stoccare (o smaltire in discarica) l’enorme quantitativo di materiale secco da incenerire (“eco-balle”) e umido da stabilizzare (FORSU), selezionato dai 7 impianti di produzione di CDR all’interno dei quali dev’essere conferita l’intera frazione regionale di rifiuti indifferenziati in vista dell’avvio ei programmati impianti di termovalorizzazione. Benché in talune articolazioni territoriali si siano raggiunti “discreti obiettivi” sia in termini di raccolta differenziata che di riduzione del conferimento in discarica, restano ampie aree di criticità ambientale che interessano, essenzialmente, il Comune di Napoli e gran parte della conurbazione provinciale di Napoli nonchè di alcune zone limitrofe della Provincia di Caserta. La Corte ritiene che tra i fattori determinanti il persistere dell’emergenza siano da annoverare: gli insufficienti livelli di raccolta differenziata; il malfunzionamento e sovraccarico degli impianti di selezione; l’insufficienza degli impianti di compostaggio di qualità; i ritardi nella realizzazione del termovalorizzatore di Acerra; l’eccessivo frazionamento del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani; la temporanea assenza di sufficienti volumi di discarica”
Tutto questo non-risultato mentre fiumi di denaro pubblico hanno “sommerso” la Campania. Da recenti notizie giornalistiche, a Pasqua è prevista una nuova emergenza rifiuti. Un lavoro immane attende il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro che ha raccolto la pesante eredità di Antonio Bassolino.
Draconiane sono state le conclusioni del “tavolo poltico-letterario Ernest Hemingway”: Se fra un anno il problema non sarà stato definitivamente risolto, lo Stato dovrà decidere se ammettere la propria sconfitta concedendo un “pilotato appalto alla camorra” oppure spostare dall’Afghanistan a Napoli le “truppe di pace” militarizzando, con le stesse regole di ingaggio, il territorio.
Amaramente
il portavoce Mario Guidetti


Quanta ipocrisia in Europa (e soprattutto in Francia)
 
L’Europa è un continente decadente.
Dal 1492, anno della scoperta dell’America, fino alla seconda guerra mondiale è stata la incontrastata dominatrice del mondo - possedeva colonie un po’ dappertutto e si era distinta per l’umanità e la moderazione dei suoi metodi di colonizzazione: dalla completa distruzione delle civiltà pre-colombiane allo sterminio degli indiani d’America, dallo sfruttamento indiscriminato dell’Africa all’imposizione forzata del cristianesimo un po’ dappertutto alla tratta degli schiavi neri africani durata per quasi tre secoli.
Eppure erano stati proprio gli europei (e più specificatamente i francesi) che nel 1789 avevano scritto la famosa “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino”, ispirata agli ideali di “libertè, egalitè, fraternitè” ... ideali tanto nobili e sublimi quanto poco applicati nei fatti ... soprattutto nelle colonie.
Oggi però l’Europa ha perso il primato mondiale - è stata infatti ‘scalzata’ dagli Stati Uniti, che presto lo saranno a loro volta dalle potenze emergenti asiatiche. Comunque, il lupo perde il pelo ma non il vizio, e anche oggigiorno l’Europa ormai decadente ama autoproclamarsi maestra di diritti umani, protettrice dei civili inermi in balìa di terribili dittature, esemplare di democrazia da imitare in tutto il mondo ancora in larga parte ‘barbarico’ ecc. ecc., e si ritiene perciò autorizzata ad intervenire nelle questioni private di popoli ancora ‘non-democratici’ e perciò ‘inferiori’, tipo quello libico, p.es., come abbiamo visto in questi giorni.
Tante belle parole, e tanta ipocrisia, per un continente che ha ospitato alcune delle peggiori dittature mai esistite al mondo (una per tutte, quella hitleriana, tanto per capirci, con relativa Repubblica di Vichy) e che è diventato pienamente democratico soltanto poco più di 60 anni fa, ma che è abilissimo nell’ammantare i suoi biechi e banali interessi economici di nobili ed umanitarie giustificazioni come ha fatto recentemente la Francia per quanto riguarda la guerra in Libia. “Libertè, egalitè e fraternitè”, certamente, ma soprattutto petrolio, gas e contratti vari agli eroici difensori francesi della legalità internazionale, che però dimenticano l’importanza dei diritti umani nel Mali, nel Senegal, nel Camerun e fino a poco tempo fa anche in Costa D’Avorio, dove per mezzo di truppe d’occupazione da quasi due secoli tutelano ferocemente i loro interessi.

Enrica Rota
*Resp. Reg. Laicità e Diritti Civili PSDI Torino