“Caro Riccardo – scrive il cantante Claudio Baglioni in una lettera a Riccardo Nencini - come probabilmente saprai, da quasi dieci anni la Fondazione O’Scia’, della quale sono socio fondatore, ha sposato la causa di Lampedusa. La natura del nostro impegno è duplice: promuovere il valore dell’integrazione culturale, quale unica strada realisticamente percorribile, se davvero si vuole scongiurare lo scontro e promuovere l’incontro tra civiltà; concorrere a sanare le condizioni deficitarie dell’isola”. Baglioni ha scritto oltre che al segretario del Psi, al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Senato e Camera, al Presidente del Consiglio e ai Ministri competenti per sollecitare l’adozione di “un pacchetto di interventi ad hoc”, che consenta alla piccola isola a metà strada tra le coste della Tunisia e l’Italia, “di superare quella che si presenta come l’emergenza più lunga e difficile della sua non facile storia”.
“Se, come tutto lascia prevedere, gli sbarchi proseguiranno, il turismo - unica risorsa – risulterà pesantemente compromesso” così come tutto il sistema dei trasporti e delle forniture energetiche. Per questo – secondo Baglioni – la classe politica, “deve, nel suo insieme, trovare la volontà e la forza e di tirare fuori dalle secche di strumentalizzazioni e tatticismi mediatico-elettorali il ‘tema Lampedusa’, sia che si tratti di migrazioni, flussi, legalità, integrazione, sicurezza, sia che si parli di ‘pari opportunità’ e pienezza di cittadinanza italiana (ed europea) per i residenti delle Pelagie”.
Sostanzialmente la lettera – che ha ricevuto la pronta risposta di totale disponibilità da parte di Nencini – sollecita la classe politica a dare concretamente “un segnale di dignità e responsabilità”.