Roberto Fronzuti*
La tragedia seguita al terremoto che ha mietuto decine di migliaia di vittime in Giappone, ripropone alcuni interrogativi riguardanti l’energia nucleare. I limiti della tecnologia, i pericoli, le conseguenze seguite al danneggiamento delle centrali nucleari, sono sotto gli occhi di tutti.
Le future generazioni di giapponesi, pagheranno le conseguenze di scelte che si sono rivelate inadeguate e improvvide. Il terremoto, il maremoto, sono certamente eventi di carattere eccezionale, che in ogni caso bisogna mettere in conto, in modo particolare, quando si parla di nazioni quali il Giappone e l’Italia, notoriamente ad alto rischio sismico.
Il non aver previsto tutti i possibili risvolti di questi eventi naturali ma prevedibili, ha portato ad un’immane catastrofe. Alla luce della tragedia che ha funestato il Giappone, occorre dire che i Socialisti Italiani sono stati “facili profeti, quando a metà degli anni ’80 si opposero strenuamente al nucleare, fino al punto di impegnare tutto il proprio peso politico, nella battaglia referendaria dell’8-9 novembre 1987, portata avanti insieme ai Radicali. Gli italiani bocciarono il nucleare con una maggioranza mai vista: l’80%.
Purtroppo, i partiti d’ispirazione risorgimentale furono messi fuori causa dalla cosiddetta indagine Mani pulite; fra questi i Socialisti che al tempo avevano un peso rilevante, essendo la seconda componente politica alla guida del governo di Centrosinistra. In un mio recente editoriale ho parlato di “espropriazione del Psi”.
Purtroppo l’aver mandato a casa una classe dirigente preparata, per colpa di pochi, ha portato l’Italia alla situazione attuale, governata com’è da una classe politica inadeguata.
Il presidente della Dc Aldo Moro assassinato dalla brigate rosse, in un discorso al Parlamento, pronunciò in difesa di un deputato del suo partito, la frase: “Per colpa di pochi, si processa un’intera classe politica”.
Purtroppo, l’Italia, è stata retrocessa in tutte le classifiche a livello mondiale; negli ultimi quindici anni è senza crescita economica. Paga lo scotto di essere stata governata da una classe politica non all’altezza della situazione.
La riproposizione del “nucleare” è una delle chiare dimostrazioni dell’approssimazione con la quale siamo governati, mentre scienziati come Rubbia sono stati costretti ad emigrare in Spagna per realizzare una “centrale solare”.
Noi non sposiamo aprioristicamente tesi di destra o di sinistra; vorremmo, come la gran parte degli italiani, essere governati con serietà.
L’Italia, per la sua configurazione geografica, è ricca di risorse naturali che possono produrre energia.
Occorre solo avere capacità progettuale e lungimiranza, per non lasciare alle generazioni che vivranno nei futuri millenni le scorie radioattive.
*direttore Eco di Milano e provincia