Avanti della domenica

N.14 del 10 aprile 2011

Una riforma che serve ai cittadini
Nino Gulisano - Sulla giustizia confronto senza remore
mercoledì 6 aprile 2011

Nino Gulisano

La riforma della giustizia  è un tema troppo delicato per lasciarlo ai professionisti del diritto.
La lunga storia delle riflessioni sulla giustizia, che ha accompagnato come un’ombra lo sviluppo delle società umane, può essere riassunta, in ultima analisi, in questo dilemma: la giustizia va concepita come un ideale formalmente ineccepibile ma destinato a rimanere fuori dalla nostra portata, o piuttosto come una sorta di criterio pratico, imperfetto e sempre rivedibile, che dobbiamo comunque assumere come valido per  orientare le nostre decisioni concrete e migliorare la qualità della vita individuale e collettiva?
Se propendiamo per la seconda tesi come posizione più coerente, non ci possiamo esimere dal prendere posizione sul dibattito in atto sulla riforma della giustizia proposta dal Governo.
Poiché i cittadini sono tutti uguali dinnanzi alla legge non può essere un santuario intoccabile la responsabilità civile per i magistrati che sbagliano. Il referendum che fu votato dai cittadini italiani prevedeva una sanzione per quei magistrati che si fossero resi responsabili di comportamenti di “ dolo o colpa grave” Altre ipotesi sono solo scorciatoie che creano solo equivoci.
Per migliorare la vita individuale e collettiva dei cittadini italiani non possiamo continuare con il tabù  che non si possono dividere le carriere dei magistrati tra inquirenti e giudicanti.
La giustizia va coniugata con la categoria dell’equità e quindi è evidente che la difesa del cittadino imputato sia sullo stesso piano della pubblica accusa d’innanzi al giudice terzo.
Se l’equità è la categoria che ci guida per migliorare le condizioni di vita di ogni singolo cittadino non possiamo non porci la questione dei tempi della durata del giusto processo sia civile che penale.
Quindi determinare i tempi limite credo che sia una questione di equità nella domanda di giustizia. Ma nello stesso tempo per il principio di equità non si può prevedere la prescrizione dei reati.
Anche il tema della obbligatorietà dell’azione penale merita di essere affrontata senza remore e senza ipocrisie  ideologiche.
Una politica di impegno sui temi della giustizia come sui temi etici non è soltanto un ideale più potente rispetto a una politica che eviti il confronto; è anche un fondamento più promettente per una società giusta.
Quindi ritengo indispensabile una forte iniziativa politica dei socialisti sul tema della giustizia.