Avanti della domenica

N.14 del 10 aprile 2011

Un piccolo giallo dietro l’acquisto della struttura dell’ex mercato ortofrutticolo
Massimo Carugno - Qualche domanda sull’ex COFA
mercoledì 6 aprile 2011

Massimo Carugno*

Nell’ estate del 2010 la Camera di Commercio di Pescara propone alla Regione Abruzzo di acquistare per intero l’ex COFA (mercato ortofrutticolo). La proposta almeno pubblicamente sembrava caduta nel vuoto: almeno pubblicamente.
Nel frattempo scoppia il caso della pericolosità dell’ex COFA per lo stato di abbandono e per esser divenuto ricettacolo di rifiuti, covo di disperati, e non ultimo pericolo amianto. Nessuno si dichiara in grado di bonificare l’area e la vendita appare come l’ultima panacea, quasi una scelta obbligata. Per la sola bonifica dall’amianto la spesa dei lavori è stimata per oltre 300.000 euro. Chiaramente della bonifica e del rischio amianto non si è poi più parlato ed il tempo è trascorso. Nel frattempo il Comune di Pescara nel mese di ottobre ha formalmente riconsegnato alla Regione Abruzzo, le chiavi della struttura.
In questa primavera 2011, l’idea torna a prendere corpo con gli stessi obiettivi e gli stessi interlocutori. Evidentemente i tempi di gestazione sono giusti e si può far ripartire la proposta: acquisto di circa 25.000 mq di terreno a 10 milioni 291mila euro, ai quali naturalmente andrebbero detratte le spese per la bonifica dall’amianto. Quindi, circa 10 milioni, che tradotti ij cifre al dettaglio significano: 400,00 euro a mq!
Una vera e propria svendita: saldi di fine stagione! Più di qualche “rumors” riporta che l’operazione dovrebbe essere fatta senza atti di evidenza pubblica, ovvero a trattativa privata. I socialisti si chiedono alcune cose: Come mai la Camera di Commercio insiste nell’acquisto di quest’area senza che, almeno ufficialmente, abbia alcun progetto specifico da realizzare? Si intenderà chiedere il cambio di destinazione d’uso delle aree o proporre qualche accordo di programma per realizzarci residenze fronte mare? Si vorranno realizzare strutture recettive? Strutture dedicate al terziario turistico? O cos’altro? Non sarebbe opportuno che la CCIAA di Pescara, (nel suo ruolo di Ente Pubblico e non potendosi trasformare in imprenditore) facesse conoscere alla Città ed agli Abruzzesi come intende procedere e le finalità di tale ipotetico acquisto dell’area? Il Comune di Pescara conosce i reali intendimenti che sottintendono a tale operazione ed ha già assicurato informalmente di disporre eventuale variazione della destinazione d’uso dell’area ex COFA? La Regione Abruzzo, che per obbligo di bilancio licenzia i medici e chiude gli Ospedali, realmente intende “regalare” un’area di alto pregio come quella dell’ex- COFA senza alcuna asta pubblica, creando un enorme danno erariale ed alla collettività pescarese ed abruzzese?
I Socialisti abruzzesi ritengono necessario che la comunità conosca con chiarezza ogni aspetto della vicenda, auspicano che gli Enti pubblici interessati operino per il bene della comunità pescarese e mantenendo la destinazione e l’utilizzo pubblico dell’area e scongiurando ed evitando operazioni speculative di privati. Invitano tutti soggetti preposti al controllo ed al rispetto della correttezza delle azioni amministrative da parte degli Enti Pubblici per scongiurare ogni e qualsiasi incoerenza. Rivolgono infine, ai pescaresi, un invito ad alzare il loro livello di attenzione sulla gestione della “cosa pubblica” per evitare che possa diventare ogni giorno “cosa di pochi”.

*Segretario Abruzzo