Riccardo Nencini
Una maggioranza obbligata a credere, e a votare, una bugia del presidente del consiglio per sostenerlo nella sua battaglia contro la giustizia nel processo Ruby, priva il Parlamento di ogni dignità e lo svuota della sua anima democratica.
Quello che abbiamo di fronte oggi è un Parlamento ridotto a simulacro di se stesso, rischia di essere come quello che c’era nel 1924 prima che Giacomo Matteotti pronunciasse il suo ultimo discorso. In quell’occasione Matteotti fece appello ai parlamentari perché difendessero l’autorità dello Stato e della legge contro i soprusi del potere, che allora rispondeva ai voleri di Benito Mussolini.
Oggi non c’è il fascismo, e Berlusconi non è Mussolini, ma pretendere dalla propria maggioranza di essere difeso contro i magistrati nel cosiddetto processo Ruby, chiedendo un voto sulla base di una colossale bugia, rappresenta una pericolosa forzatura che incrina la credibilità dell’Istituzione.
Noi chiediamo ai parlamentari, anche se ‘nominati’ di votare secondo coscienza, così come è scritto nella Costituzione, perché sono stati votati dal popolo italiano senza vincolo di mandato; gli chiediamo di non ingoiare questo ‘rospo’ per il bene dell’Italia e per la difesa della dignità loro e del Parlamento. Non fate che questa sia una giornata di lutto per la democrazia parlamentare.