Giustizia, ma è una buona riforma?
Pur condividendo, almeno in parte, l’articolo di Benzoni sull’ultimo numero dell’Avanti! ("Riforma della giustizia, trappola elettorale), non riesco tuttavia a vedere dove sia l’"alternativa del diavolo". Votare contro una riforma buona, se è buona, solo perché è proposta dall’avversario politico mi sembra un po’ un comportamento analogo a quello del marito che si evira per far dispetto alla moglie. Quindi, cerchiamo di capire, e far capire, se è una riforma buona e, se lo è, schieriamoci apertamente a suo favore e per il no nell’eventuale referendum abrogativo. Non si tratterebbe di schierarsi con l’avversario, ma avere il coraggio di essere coerenti con se stessi, con la chiarezza che dovrebbe sempre accompagnare ogni scelta politica. Se questa diventasse la regola, forse la gente capirebbe di più la politica e non si allontanerebbe da essa come oggi purtroppo avviene.
Giuseppe Augustin
Troppo buoni con gli immigrati
Non sono d’accordo con questa eccessiva accoglienza degli immigrati, mi spiace. Quelli ci stanno invadendo, fra di loro prima o poi arrivera’ qualcuno che vuole fare attentati terroristici in quanto i non musulmani sono sempre infedeli anche se buoni e generosi come noi italiani ci stiamo mostrando ad accoglierli. Perche’ a Malta non vanno? Non e’ giusto che loro abbian fatto delle leggi per cui respingono gli immigrati e noi invece ci facciamo invadere per questo spirito umanitario che non ci servira’ a niente una volta che saranno diventati piu numerosi di noi. Noi italiani non stiamo facendo figli , loro sì. E’ questo il futuro che vogliamo? E’ veramente desolante.
Anna Rodiani
Con Gheddafi dai baci alle bombe
Noi socialisti, così contrari ad ogni atto di guerra, sentiamo la necessità di reagire e domandare se era proprio necessaria, oppure se si poteva negoziare e gestire il problema in modo più civile. La cacciata di un dittatore è sempre auspicabile, ma deve essere il popolo di quella nazione a ottenerne la cacciata. Gheddafi, fino un mese fa, era ritenuto un grande leader con il quale fare affari. Oggi l’ONU si accorge che è un grande delinquente. Noi socialisti dobbiamo prendere una posizione netta, osteggiando una interpretazione interventista della risoluzione ONU, destinata solo a fare più morti ed alla conclusione della quale la Francia avrà il riconoscimento degli insorti e sostituirà l’Italia negli affari libici. Come al solito si approfitta della guerra per fare quattrini. Si dice che su cento missili intelligenti, uno è sempre deficiente e colpisce là dove non deve, facendo morti fra coloro che dovevano essere protetti. Il nostro governo piange per la sorte del dittatore amico, ma chiede l’aiuto della Nato per gestire questa aggressione. Basta menzogne, basta proposte velleitarie accompagnate da falsi aiuti alle popolazioni che tentano, con grande spargimento di sangue, di ottenere la libertà e la democrazia. Gli egiziani e i tunisini sono riusciti nell’intento ma non hanno ancora governi democraticamente eletti. Sicuramente il loro futuro è più roseo di quello libico nel quale lo squallore degli interessi nazionali sta trasformando un rivoluzione di popolo in un colossale affare.
Giulio Gerosa - Roma