Avanti della domenica

N.12 del 3 aprile 2011

La politica ultraliberista mette in pericolo il processo di integrazione
Gianfranco Copetti - Non c’è Europa senza solidarietà
mercoledì 30 marzo 2011

Gianfranco Copetti

All’origine la solidarietà basata sulla ricerca d’interesse comune, è stata prevista e progettata come il centro e il motore della costruzione europea. Questa solidarietà s’impose per necessità e dovrebbe imporsi ancora oggi nella situazione di crisi e di mondializzazione nella quale ci troviamo .
Nel corso degli ultimi trent’anni, l’egemonia culturale ‘’ultra liberale’’, che ha inspirato la maggior parte degli Stati membri, ha imposto ogni giorno meno solidarietà tra gli Stati membri e, quindi, nell’Unione Europea. Questa visione ideologica dell’economia può essere tradotta nel fatto che ci sono meno servizi pubblici, e che ha designato il mercato unico come regolatore supremo dell’economia e, dunque, della vita dei cittadini europei.
La deriva di questa politica ultra-liberale, causa della crisi economica, continua a distruggere tutto ciò che è stato guadagnato nella storia dell’integrazione europea (sicurezza sociale, pensioni, istruzione, ricerca, ecc).
Infatti, questo tipo di politica indebolisce la costruzione europea e la limita sempre di più ad un ruolo di zona di libero scambio, dove l’interesse del cittadino europeo non è più il motore. In combinazione con la tentazione d’isolazionismo regionale e nazionale, questa politica ha contribuito a far perdere al popolo europeo il senso di andare verso un destino comune.
La combinazione dell’eccessiva finanziarizzazione dell’economia e l’assenza di controllo, ha portato all’attuale crisi economica e alle difficoltà incontrate negli Stati membri.
Le risposte attuali dell’Unione Europea non sono all’altezza delle sfide odierne perché restano troppo nazionali e non sono adeguatamente protette. Infatti, in questa crisi finanziaria gli Stati hanno aiutato a salvare le banche a loro spese e a far pagare il conto alle sole classi medie e popolari.
Tutto questo crea una situazione d’insicurezza nel lavoro e disoccupazione. Accompagnata anche da una riduzione drastica dei servizi pubblici, riconosciuti oggi come ‘’troppo costosi’’ o ‘’inutili’’. É ‘proprio durante le crisi che i servizi pubblici e i servizi generali sono più necessari.
Non si deve solo giocare il ruolo di tampone durante la crisi ma si deve anche rafforzare la coesione sociale e preparare la ripresa economica.  La solidarietà non è solo proiettarsi nel futuro, ma anche concepire una coesione sociale come condizione necessaria per la competitività dell’economia europea.
Questi sforzi non riescono a trovare la massima efficacia nel quadro Europeo.
Come si può garantire la protezione e il rafforzamento del modello sociale europeo che unisce libertà, democrazia, solidarietà collettiva, progresso sociale, sviluppo sostenibile ed imparziale? Per una solidarietà a tutti i livelli.
Solidarietà civica. Solidarietà fra le diverse generazioni. Solidarietà fra gli attivi, gli inattivi ed i precari. Solidarietà tra Stati membri dell’Unione europea. Per far sì che i “Popoli d’Europa” siano chiamati dai loro governi ad un’unione più stretta e per far si che i “cittadini europei” siano effettivamente rappresentati al Parlamento nell’elaborazione delle politiche europee (art. 14 TUE).
Noi firmatari chiediamo che il dibattito pubblico inizi rapidamente giacché il cittadino europeo possa compiere, con cognizione di causa, le scelte per costruire l’Europa.
Chiediamo al Parlamento Europeo, alla Commissione Europea, al Comitato economico e sociale Europeo, e al comitato Europeo delle regioni di aprire questo dibattito fra loro e i cittadini europei.