Avanti della domenica

N.12 del 3 aprile 2011

Nulla di nuovo nel fisco regionale
Gerardo Labellarte - Il federalismo secondo il prof. Tremonti
mercoledì 30 marzo 2011

Gerardo Labellarte

Il voto di astensione concesso dal PD e il sostanziale via libera della Conferenza dei Presidenti delle Regioni al nuovo decreto attuativo del federalismo, quello sul fisco regionale, potrebbero far pensare ad un cambio di passo nella attuazione della riforma.
E cioè che si cominci finalmente a passare dal fumo della propaganda e dal diluvio di parole, ai fatti concreti e ai tempi certi. Niente di tutto questo. Basta leggere il decreto per rendersi facilmente conto di quanto poco sia cambiata la musica.
Intanto persiste la scelta di non affrontare i nodi politici e di rinviarli a successivi provvedimenti. La rideterminazione delle addizionali IRPEF regionali con conseguente riduzione delle aliquote di competenza statale viene rinviata al 2013, così come rimane invariato per quest’anno e per il successivo il meccanismo di  compartecipazione al gettito IVA. Insomma si prendono altri due anni di tempo, tanto casomai ci sarà sempre qualcuno su cui scaricare la responsabilità o un decreto milleproroghe per rinviare ancora.
Nel frattempo vengono accantonati alcuni elementi importanti per la costruzione di un disegno di riforma organico del quale si perdono sempre più le tracce. Sono spariti i “costi standard” nella sanità di cui tanto si era scritto e ragionato. E soprattutto non si parla del fondo perequativo previsto dall’art. 9 della legge 42 che doveva servire a ridurre le differenze tra i territori con diverse capacità fiscali. Si tratta di una vera e propria architrave del sistema, senza il quale l’edificio, puramente e semplicemente, non sta in piedi.
A questo punto ci si domanderà: ma se il contenuto di questo decreto, lungi dal delineare svolte epocali, è l’ennesimo episodio del “tirare a campare” di questo Governo, come si spiega l’apertura di credito concessa dai Governatori, anche quelli delle regioni amministrate dal centro sinistra e dallo stesso PD?
L’impressione è che il grande disegno federalista c’entri poco o punto. L’impressione è che alle regioni stesse a cuore soprattutto il pagamento dei 425 milioni di euro per il trasporto pubblico locale concordati fin dallo scorso anno e mai erogati. E che temessero di essere costrette ad aumentare la propria pressione fiscale come già avvenuto per i Comuni dopo l’approvazione dell’analogo decreto sul fisco municipale.
Insomma l’approvazione dei Governatori ha il senso di uno “scampato pericolo” più che di una adesione convinta.
E poco male se questo significa un sostanziale mantenimento dell’attuale sistema, con al centro Giulio Tremonti che continua a controllare saldamenti i cordoni della borsa. Poi, nel 2013, chi vivrà vedrà.