Avanti della domenica

N.10 del 20 marzo 2011

In attesa di quella ‘epocale’ annunciata da Berlusconi
Enrico Ricciuto - Giustizia civile, una cattiva riforma
mercoledì 16 marzo 2011

Enrico Ricciuto

In attesa della riforma epocale della Giustizia annunciata dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, più silenziosa, ma non meno illegittima, incoerente ed anticostituzionale (avendo determinato l’astensione dall’attività giudiziaria di tutti gli avvocati italiani dal 16 al 22 marzo), è arrivata la pseudo-riforma della giustizia civile con l’introduzione della conciliazione obbligatoria, in totale contrasto con l’art. 24 della Costituzione vigente: “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed interessi”.
Quali sono i tratti salienti della predetta controriforma, annunciata tra squilli di tromba della Confindustria e della  magistratura togata, che entrerà in vigore dal 21 marzo prossimo e che riguarderà le materie della locazione, della responsabilità civile, in particolare di quella medica professionale, dei diritti reali e delle controversie condominiali? Tutto molto semplice. Da questa data i cittadini alle prese con i predetti problemi, mentre in precedenza potevano chiedere giustizia in Tribunale,  dovranno, obbligatoriamente, presentarsi davanti ad un conciliatore, a pagamento, che, sentite le parti, prospetterà loro una possibile soluzione. Se questa proposta non fosse accettata, solo allora, i cittadini potranno chiedere giustizia in Tribunale, avendo, sicuramente,  perso tempo e denaro. Perché questa è una controriforma ed una perdita di tempo?? La risposta è assai semplice:
Chi è il mediatore? Un soggetto con laurea breve triennale, non necessariamente la laurea in giurisprudenza, che abbia frequentato il corso di 52 ore di conciliatore organizzato da società private con scopi di lucro. Inutile ricordare che oggi, per legge, le professioni giuridiche come quella di notaio, avvocato, magistrato, si possono svolgere solo a seguito di laurea quinquennale e successivo esame.
Come si svolge l’attività del mediatore, con il corso di 52 ore ma senza laurea in giurisprudenza? Davanti al mediatore si potrà andare da soli o con l’avvocato, per cui, chi non potrà permettersi un professionista, si troverà davanti al conciliatore con la controparte assistita da un legale, nel “rispetto” della parità tra le parti.
Responsabilità del conciliatore per l’attività svolta senza adeguata professionalità (52 ore di corso)? Nessuna.
La figura del conciliatore viene introdotta dopo che sono trascorsi solo cinque mesi dall’abrogazione del tentativo obbligatorio di conciliazione previsto in materia di diritto del lavoro. La conciliazione, facoltativa, viene abolita in materia di diritto del lavoro e, dopo soli cinque mesi, diventa obbligatoria nelle predette materie.  Senza risorse, senza coerenza ed in spregio di diritto, legge e Costituzione repubblicana, avanza il nuovo processo civile. Non poca meraviglia desta l’approvazione della Magistratura a siffatta riforma. Un magistrato ordinario, la cui responsabilità civile dovesse essere decisa da un conciliatore, sarebbe sicuramente una novità da prendere in considerazione con attenzione. Perché prevedere l’obbligatorietà della conciliazione (che in forma facoltativa e con tutte le garanzie professionali è già prevista dalla legge) quando è in palese conflitto con la Costituzione? Misteri irrisolti.
Con  queste premesse, prende il via la riforma epocale della giustizia da parte del cavaliere Silvio Berlusconi. Molto si dovrà discutere e molto si dovrà riflettere, sempreché tra l’annunciato e ciò che si vuole realizzare non vi siano solo belle intenzioni.
Dopo le elezioni amministrative il Partito Socialista dovrà scendere in campo con le proprie risorse ed energie intellettuali per proteggere la Costituzione ed il diritto italiano dagli apprendisti stregoni della destra sovversiva dominante.