Angelo Sollazzo
Un grande sforzo organizzativo è stato profuso dai socialisti per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Il Psi, unico partito politico nazionale, ricorda la nascita dell’Italia Unita con una serie nutrita di eventi politici, culturali e sportivi a Roma, nella piazza a cui la sinistra italiana è maggiormente legata.
Mostre, dibattiti, concerti e gare sportive sono il menù della tre giorni socialista, denominata “Festa del Socialismo Tricolore”.
Si tratta di un evento importante della nuova presenza politica ed organizzativa dei socialisti italiani. E’ convinzione profonda che sia necessario contrastare ogni volontà secessionista da parte della Lega Nord e dei suoi accoliti, riaffermare i valori della Patria e della Costituzione, rinnovare e rilanciare l’attualità del socialismo democratico.
All’evento hanno partecipato, oltre al segretario del Psi Nencini, il coordinatore Di Lello e, in qualità di ospiti, esponenti di altre forze politiche tra i quali Casini e Rosy Bindi.
La concezione condivisa della comune appartenenza, l’orgoglio di essere e dirsi italiani, il senso di solidarietà tra le varie comunità del Paese , sono, da sempre, un risultato acquisito ed accettato dalla totalità dei cittadini italiani.
La posizione folkloristica di pochi cittadini e di qualche esponente di governo circa l’esistenza della cosiddetta Padania, della utilità di una divisione del Paese, costituisce il progetto demenziale di una sparuta minoranza e del cui esito non ne sono convinti nemmeno gli elettori di chi predica tale eventualità. I popoli si dividono per profonde differenze circa le etnie, le convinzioni religiose , le lingue parlate. In Italia tutto questo non c’è e non si può comprendere in virtù di che cosa si dovrebbe dividere il Paese. Si fa affidamento sulla parte più arretrata dell’egoismo umano, sul razzismo latente, sull’avversione generalizzata al fisco, sui falsi convincimenti di essere usurpati delle proprie ricchezze e dei propri lavori.
Ci si dimentica che molte aziende al Nord sono nate e cresciute per merito dei meridionali, che molte industrie dovrebbero chiudere senza la manodopera proveniente dal Sud e, oggi, dai Paesi extracomunitari, che i settori delle costruzioni, della metalmeccanica, delle acciaierie, dell’agricoltura senza la presenza di meridionali ed immigrati sarebbero in ginocchio.
Ci si dimentica che senza il Sud le produzioni del Nord, per molti settori non avrebbero mercato. L’Italia unita conviene soprattutto al Nord, piace e convince il Sud , è indispensabile in Europa. Trascuriamo certe assurdità fuori da ogni logica per celebrare, invece, un evento che ci ha dato una Patria comune e che in pochi decenni ha definito i contorni di solidarietà, di democrazia e di laicità di un Stato moderno quale è il nostro Paese.
I nostri padri costituenti, i personaggi storici del Risorgimento rappresentano una continuità ideale con i partigiani della lotta di Resistenza, con i fondatori della Repubblica, con i governanti dell’Italia progredita e democratica. Da Garibaldi a Mazzini, da Cavour a Turati, da De Nicola a Nenni, da Saragat a Pertini, da Mancini a Craxi, l’Italia è stata costruita e governata con forti impronte laiche, liberali e socialiste.
Noi celebriamo tutto ciò.