Riccardo Nencini
L’unico turno elettorale del 2011 sarà probabilmente quello amministrativo, con una coda autunnale in Molise per le elezioni regionali. Il rafforzamento parlamentare del governo - ed il calo costante di consensi tra gli italiani, a testimonianza della fine del ciclo berlusconiano - non depone a favore di una convocazione rapida dei comizi elettorali. Andranno dunque prese le misure guardando ad un tempo più lungo, un anno da oggi presumo.
Che fare? Seguire due strade, la via della politica e la via dei fatti figli della politica.
A Perugia sostenemmo che attorno all’asse tra i riformisti - da Casini alla sinistra delle riforme, né antagonista né giustizialista – andasse costruita la coalizione per competere con il polo di destra. Avanti così. Proveremo a rafforzare la strada maestra coinvolgendo in un progetto nuovo le tante storie che appartengono alla cultura laica e democratica, a partire dalle prossime elezioni comunali e provinciali, un’area liberalsocialista che si riformi propri nei giorni in cui celebriamo l’Italia unita, sua creatura.
I fatti seguono la scelta. Un tour nei luoghi che hanno fatto l’Italia, la raccolta di firme per richiedere un referendum abrogativo della legge elettorale, l’impegno a tenere ‘primarie delle idee ‘ nelle grandi città dove si vota, il sostegno nei referendum di giugno alle posizioni favorevoli all’acqua pubblica ed al no al nucleare, iniziative per la ‘giustizia giusta’ guardando senza pregiudizio alla riforma Alfano (e promuovendone hic et nunc separazione delle carriere e responsabilità civile dei magistrati).
Si tratta di quella rivoluzione del buonsenso che stiamo promuovendo in tutta Italia. Con la responsabilità ed il rigore che questo tempo richiede. Il 3 aprile a Reggio Emilia daremo una palese rappresentazione di questa rotta, un omaggio alla storia ed un segno di futuro. Nove vite, compagni. Come i gatti!