Avanti della domenica

N.9 del 13 marzo 2011

Luigi Iorio . Anche Batman e Rocky Balboa firmano contro Berlusconi
mercoledì 9 marzo 2011

Luigi Iorio

Diciamoci la verità, l’idea del Partito Democratico di mandare a casa Berlusconi con una petizione è poco originale. E’ tale perché ricorda tanto quella promossa dal centrodestra nel 2007. Nella medesima occasione infatti, furono raccolte 8 milioni di firme contro Prodi.
Va aggiunto inoltre che tale operazione politica è debole anche nei contenuti, troppo collimanti a quelli populisti ed estemporanei del suo alleato l’Italia dei Valori. Infatti in Italia, come la Costituzione ci insegna, un Governo viene sfiduciato quando non ha più la maggioranza parlamentare, e non con dieci milioni di firme, per di più quando esse sono di incerta provenienza. Dubito della trasparenza della petizione, perché proprio il sottoscritto per accertarsi della veridicità della cosa, ha firmato la petizione on – line almeno 20 volte, scrivendo nomi di fantasia nell’apposito modulo che prevedeva soltanto l’inserimento del nome, cognome, una via qualunque e un indirizzo e-mail senza nemmeno che ci fosse la limitazione, usuale nelle petizioni serie, del principio “una firma, un IP”, (indirizzo internet ndr).
Bersani è una persona per bene, ma è evidente che non ha gestito al meglio la macchina organizzativa. Ha infatti asserito che le firme sono legittime perché oltre al web, sono state raccolte con accortezza e trasparenza anche ai gazebo. Ma anche in questo caso mi spiace smentire il segretario dei “democrats” poiché volutamente mi sono recato ai gazebo organizzati nel centro di Roma, ed anche in quel caso si è trattato di semplici moduli, senza neanche l’apposito spazio per gli estremi del documento di riconoscimento.
E’ ovvio che con questo modus operandi, si è superato di gran lunga il numero di dieci milioni di firme in poche settimane. Pensate solo che, se ognuno dei firmatari della petizione convincesse con la stessa pervicacia e facilità, almeno un suo amico o parente a votare il PD, quest’ultimo avrebbe nel Paese una percentuale che supererebbe il 50 % dei votanti!
Al di là delle mie osservazioni, la logica ci invita a considerare che, se per raccogliere 500 mila firme al fine di promuovere un referendum, la legge prevede addirittura un termine massimo di tre mesi, e che comunque la storia ci ha insegnato, come spesso i partiti impiegano mesi per farlo, si può meglio comprendere l’enormità della raccolta di dieci milioni di firme in così breve termine.
Tali iniziative sono importanti, se fatte rispettando le regole, ma soprattutto se, prodromiche a leggi di iniziativa popolare al fine di migliorare la vita dei cittadini come nel caso, ad esempio, dell’abolizione degli ordini professionali, delle liberalizzazioni, dello statuto dei giovani precari o magari per sostenere il referendum per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale, tanto vituperata in modo bipartisan, ma che in fondo fa comodo evidentemente a molti segretari di partito. Aspettiamo smentite.