Silvano Rometti
L’incremento del sistema infrastrutturale in tutto il centro Italia dovrebbe essere uno dei principali punti all’ordine del giorno, dal momento che le carenze che sussistono non permettono una sostanziale crescita dal punto di vista economico e dello sviluppo della competitività delle regioni centrali rispetto al resto del Paese.
La collaborazione tra Governo centrale ed amministrazione regionale deve dunque continuare a percorrere, aggiungendo nuovi sforzi, la strada già intrapresa con i collegamenti tra il Tirreno e l’Adriatico. Per intenderci l’incremento della rete stradale, da collegare necessariamente a quella ferroviaria, deve passare per tre principali assi quali la E78, la Tre Valli la Quadrilatero Marche-Umbria. Tenendo presente che vanno incrementati i collegamenti dei treni che raggiungono le due coste al fine di velocizzare le coincidenze con l’alta velocità, rimane comunque prioritario l’aspetto della rete stradale. I ritardi che si stanno incontrando nella realizzazione di queste direttrici, in modo particolare con la Quadrilatero - causate perlopiù dalle difficoltà economiche delle ditte appaltatrici - non possono bloccare completamente la macchina dei lavori di costruzione di tale opera. Proprio per questo motivo i rappresentanti istituzionali delle regioni interessate hanno preso parte ad una mobilitazione che ha lo scopo di superare la fase di stallo in cui ci si trova in questo momento. E’ necessario che tutte le Istituzioni coinvolte riescano a trovare in accordo il percorso idoneo alla risoluzione definitiva della vicenda al fine di una ripresa tempestiva dei lavori suddetti. Allo scopo di mantenere alta l’attenzione sui lavori riguardanti tutte queste trasversali appenniniche, è stato costituito un tavolo di coordinamento a cui prenderanno parte i rappresentanti istituzionali di Marche, Umbria, Toscana e Lazio.
Un Paese come l’Italia non può prescindere dall’attuare politiche in investimento nelle infrastrutture e soprattutto non si può più permettere di essere divisa in due a causa di carenze da questo punto di vista. Lo sviluppo delle direttrici tra nord e sud e tra le due coste costituisce anche un incentivo alla ripresa economica del Paese stesso, a cui si deve affiancare un adeguato sviluppo della rete autostradale idonea a sopportare il traffico causato dal trasporto merci su gomma, che rimane a tutt’oggi il principale metodo, seguito solo a distanza dal trasporto su ferro.
A fronte di tale quadro gli investimenti del Governo sono tutti orientati in altre aree geografiche del Paese; gli unici cantieri aperti nel centro sono la terza corsia dell’Autostrada Adriatica A 14 ed i lavori della Quadrilatero. Nulla invece per quel che riguarda le infrastrutture ferroviarie che consentirebbero a regioni come le nostre di essere collegate più rapidamente alle direttrici dell’Alta Velocità.