Avanti della domenica

Articoli numero 1 del 7 febbraio

Brevi - Tutta l'Italia
mercoledì 19 maggio 2010

VICENZA. Scuola pubblica sotto attacco

Il PSI della provincia di Vicenza, stigmatizza quanto sta accadendo nel vicentino intorno alla scuola statale. Si sta infatti delineando chiaramente - afferma Luca Fantò - segretario della federazione vicentina del PSI-il tentativo di soffocare le attività didattiche attraverso la riduzione dei fondi e di creare delle divisioni all’interno della classe docente.
La sospensione delle supplenze in alcuni Istituti della provincia,- prosegue Fantò - sebbene determinata dall’esaurimento del misero fondo messo a disposizione dal Ministero del governo Berlusconi, viene giustificata con l’eccessivo numero di assenze degli insegnanti e del personale ATA.
In buona sostanza nel vicentino, usando singoli casi per dar giudizi su l’intera classe docenti ed il personale ATA, si continua ad attibuire  agli insegnanti e a tutto il personale scolastico, un’attitudine al lassismo. Accusa ingiustificata e soprattutto ingiustificabile. Attacchi che, evidentemente, puntano a destrutturare una scuola statale ancora efficace.

TOSCANA. Una holding per i servizi pubblici

L’azione del PSI toscano si è caratterizzata, e si caratterizzerà anche negli anni a venire, sul tema della modernizzazione e di una maggiore efficienza del sistema politico, economico e sociale. Una ‘battaglia’ declinata fin dall’inizio della legislatura con la richiesta di una semplificazione del sistema degli enti regionali. Il provvedimento più significativo è stato una proposta di legge per l’abolizione dei consorzi di bonifica che, seppur non approvata, ha avuto il merito di aprire una discussione e soprattutto di far convergere il governo regionale sulla necessità di uno snellimento di un sistema di enti, consorzi, agenzie e società che ha raggiunto dimensioni non più sostenibili. Il primo passo concreto è stata la riduzione da tre ad uno degli Ato dei rifiuti, con l’obiettivo di arrivare ad un unico Ato dell’acqua; l’orizzonte a cui guardiamo, però, è una holding regionale che gestisca tutti i servizi pubblici, un’azienda il cui controllo dovrà essere mantenuto dalla parte pubblica senza che finisca nelle mani del mercato. La modernizzazione della Toscana non passa però solo dal versante della governance, ma deve allargarsi anche sul piano istituzionale, con la creazione di un’area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia che superi le attuali province e con una legge sull’unione dei comuni, in cui si favoriscano nei finanziamenti quegli enti che presentano progetti per la gestione associata dei servizi.

LOMBARDIA. Formigoni e i grattacieli

La Lombardia verso le elezioni in un clima di totale impotenza di fronte a ciò che sembra scontato: la rielezione per la quarta volta consecutiva di Roberto Formigoni. Di fronte ad un dato così eclatante sembrano passare in secondo ordine i problemi veri. Primo fra tutti il sistema di potere messo in campo come braccio operativo della strategia ideologica ed economica di Comunione e Liberazione e Compagnia delle Opere. Questione di fondo, non ancora diventata argomento elettorale. Quella che ormai è definita come “una forma di potere organizzata e impermeabile” è ben protetta, anche all’esterno, da tutti coloro, poteri forti o poteri piccoli, ricattati e ricattabili. Intanto in Regione la burocrazia è stata distrutta e sostituita da un sistema personalizzato fondato sulle consulenze. A metà degli anni 2000, a fronte di poco più di 3.700 dipendenti (indice tra i più virtuosi d’Italia), si contavano più di 40.000 incarichi di consulenza, per un costo complessivo di 185 milioni di euro. La macchina regionale, verticalizzata nel sistema di potere formigoniano, funziona molto peggio di quello che si vuol far credere. Le aziende regionali si sono moltiplicate e sono anch’esse il nodo strategico dell’occupazione manu militari di un’idea autoritaria del potere. La sanità funziona bene nelle punte di eccellenza, come sempre è stato in Lombardia dai primi del ‘900; per il resto è un carrozzone ciellino che mangia soldi privatisticamente in nome dell’efficienza. Le code di attesa non si sono ridotte. I trasporti pubblici, negli ultimi quindici anni, sono notevolmente peggiorati. L’aria è sporca. Sul versante economico, Formigoni ha girato il mondo, per favorire l’impresa lombarda, ha aperto sedi di rappresentanza un po’ ovunque, ma la grande impresa non c’è più, la piccola impresa è in crisi, le partite IVA chiudono, le libere professioni sono in difficoltà e la Lombardia è la capitale del precariato. Sul piano territoriale, non solo in quindici anni non si è costruita, ma si è distrutta l’idea politica della grande regione, quella definita nel passato come sintesi positiva tra equilibrio economico e salvaguardia territoriale. Il territorio è stato compromesso da insediamenti diffusi, residenze sparse e orrendi complessi commerciali con insediamenti alla rinfusa, senza rapporto con una rete infrastrutturale sempre più insufficiente. Le strade promesse non ci sono. Sul sociale, lo slogan ciellino “più società, meno stato” si è tradotto nella politica dei voucer e dei bonus, per formazione, lavoro, famiglie più o meno numerose, asili nido,  scuola privata, anziani, disabili, compresa la rottamazione delle auto... . Un sistema che va al cuore e nelle tasche dei cittadini, senza stato. E adesso, questo strano sistema di governo ha oggi anche un suo nuovo simbolo: un nuovo grattacielo, discutibile nella forma e ubicato nel posto sbagliato. Viva il Pirellone della Prima Repubblica.

VENEZIA. E il registro dei testamenti biologici?

Appare incomprensibile e sconcertante - afferma Alvise Ferialdi - la decisione del consiglio comunale di Venezia di rimandare in commissione la delibera per l'istituzione del registro comunale dei testamenti biologici. Solo dieci giorni fa, infatti, la commissione dopo due sedute dedicate al tema aveva approvato la delibera e inviata al consiglio per la discussione sulla spinta delle numerose firme di cittadini, rappresentanti politici locali, esponenti di giunta e consiglio comunale in calce alla petizione dell'associazione Luca Coscioni che prevede un dispositivo minimale con il quale si istituisce un semplicissimo registro in cui annotare il nominativo di chi, in modo del tutto volontario, ha redatto un testamento biologico e dove questo è depositato. C'è da augurarsi che dietro la motivazione ufficiale del rinvio in commissione non ci sia la volontà di qualche consigliere, in vista delle elezioni, di garantirsi la benevolenza di qualche potente referente politico. Se l'attuale consiglio comunale non saprà nei prossimi giorni dare risposte, auspichiamo che tale diventi parte integrante del programma del candidato sindaco Giorgio Orsoni.