Avanti della domenica

N.9 del 13 marzo 2011

Il socialismo è tricolore
Maria Squarcione - La 'lezione' dei giovani
mercoledì 9 marzo 2011

Maria Squarcione

Il Risorgimento italiano, che noi ricordiamo in queste giornate con una manifestazione commemorativa e politica, oltre ad essere stato uno straordinario moto di uomini e donne verso l’indipendenza politica e la libertà individuale è stato anche il primo grande tentativo di fondare in epoca moderna in Italia, una “filosofia civile”. Costituì cioè il tentativo di attualizzare in una concreta azione storica l’antico sogno di libertà e di unità presente da secoli nella cultura italiana, orientandolo secondo una precisa idea di società, che prevedeva la nascita di una civiltà basata sull’intelligenza, sul merito, sulla laicità.
È per questo che a quella sorprendente stagione aderirono in particolar modo i giovani: il Risorgimento parla soprattutto a loro. Parla, infatti, di giovani che hanno dato voce ad un intero popolo, hanno raccolto un’eredità storica e culturale e hanno “parlato” la lingua comune della libertà e dell’indipendenza. La lezione che quella generazione ha dato all’Italia è rimasta indelebile e le sue conquiste, definitive;  quei giovani ci dicono ancora oggi che vale la pena investire su questa Nazione, non tanto e non solo “in memoria” della nostra comune e straordinariamente ricca tradizione culturale, ma soprattutto perché noi siamo un popolo, ed essere un popolo significa, come ci dice il movimento risorgimentale nel suo complesso, essere una scelta e un progetto per il futuro.
Non è un caso che ancora oggi noi dibattiamo i temi che furono di quella stagione: le forme di “incivilimento” di una società statica; le modalità di gestione dell’unità nazionale; le pratiche di una trasformazione politica. Noi, oggi, con questa festa, vogliamo testimoniare anche che la riflessione politica sulle radici della nostra storia e della nostra identità ha una sua concreta destinazione sociale nel presente; vogliamo testimoniare che si possono riannodare le fila di un discorso, mai interrotto, nato ieri, per dare soluzioni alle problematiche di oggi, come la natura dell’identità nazionale di fronte a modificate istanze di cittadinanza o la declinazione di un’ipotesi di unità federalista. Questi temi, così attuali, i cui orientamenti primari furono affrontati in quegli anni, testimoniano che è nel Risorgimento che troviamo le radici del risveglio della coscienza civile italiana.
Oggi come ieri, è sulle nuove generazioni che più di tutti ricade l’onere di un progetto collettivo, la responsabilità della costruzione del futuro, l’impegno per la realizzazione di un’ipotesi. Il socialismo tricolore è la cornice più adatta per questo sforzo, perché si delinea come la prospettiva di una riaffermata “filosofia civile”, si propone come il luogo della definizione, ideale e politica, di un rinnovato senso della Nazione, che necessita urgentemente di essere elaborato e fattivamente declinato alla luce dei più macroscopici fenomeni sociali, come sono la presenza ormai di generazioni di “nuovi italiani” o l’emigrazione delle nostre risorse più giovani e dei nostri più qualificati talenti. Insomma il luogo per ridefinire il senso del merito, della cittadinanza, dell’appartenenza, della responsabilità.
Come nel Risorgimento, siamo tutti chiamati a questo compito: sta a noi accettarlo e farne un nuovo vessillo di nazionalità.