Avanti della domenica

N.8 del 6 marzo 2011

Convegno a Sulmona sul futuro dei due stabilimenti della casa automobilistica in Abruzzo
Anche nel caso Fiat, governo latitante
mercoledì 2 marzo 2011

“Dopo la vicenda ‘Mirafiori’, che ha fatto l’eco a quanto successo qualche mese prima a Pomigliano, il Psi non ignora che in Abruzzo (Sulmona ed Atessa) vi sono ben due importanti insediamenti FIAT nei quali si potrebbe ripetere quanto accaduto a Torino. Con la differenza che, mentre a Torino lo stabilimento FIAT è una componente della economia locale, in Abruzzo i due stabilimenti sono l’‘economia’ sia nella Val di Sangro che nella Valle Peligna, e le sorti, in positivo o in negativo, dei due insediamenti industriali potrebbero segnare il rilancio o la morte delle economie dei due comprensori.”
Con queste parole del Segretario Regionale del Psi Abruzzo, Massimo Carugno, si è aperto mercoledì pomeriggio, presso il Cinema Pacifico a Sulmona, in una sala gremita di gente e con numerose persone in piedi, il Convegno Nazionale incentrato sul tema: “Sulmona come Mirafiori? Dinamiche del contratto di lavoro nelle relazioni industriali del XXI secolo”.
I relatori sono stati il sen.Tiziano Treu, docente di diritto del lavoro presso la Univ.Cattolica di Milano; Roberto Campo, segr. reg. per l’Abruzzo della UIL; Fabio Spinosa, presidente provinciale per l’Aquila di Confindustria e Marco Di Lello, coordinatore della segreteria nazionale del Psi. Ha moderato il dibattito Carlo Correr, già direttore dell’Avanti! della domenica.
“Sia al referendum di Pomigliano che a quello di Mirafiori - ha detto Marco Di Lello - avrei votato sì, ma il testo degli accordi non mi piace. Una brutta vittoria è meglio di una bella sconfitta, ma la spaccatura nel mondo del lavoro non è una bella cosa; bisogna lavorare per ritrovare accordo e ricostruire la unità del fronte sindacale per l’interesse dei lavoratori e del Paese”.
“Non può essere un caso - ha detto invece Roberto Campo, parlando dei rapporti tra le forze sindacali, nel caso della Fiom - che se su quattro contratti metalmeccanici, tre non vengono firmati; non può essere un caso che quando si tratta di grandi accordi che sono sotto i riflettori dell’opinione pubblica, prevale un atteggiamento di antagonismo politico sociale, mentre quando non ci sono i riflettori si fa un sindacalismo più pragmatico”.
Per Treu l’Italia ha tanti problemi;“il primo che cresciamo poco e siamo poco competitivi” e il caso Fiat è un caso importante ma non è l’unico; rappresenta le difficoltà italiane, anche la Fiat che prima di Mirafiori ha perso di competitività. Potremmo prendere a modello i Paesi vicini, come la Germania, che hanno tradizioni più solide sia di unità sindacale che di riformismo. “Ho girato l’Italia ed ho visto decine e decine di fabbriche metalmeccaniche e non, che hanno dovuto affrontare gli stessi problemi di competitività. Molte hanno già fatto da tempo accordi con turni pause ecc, hanno dovuto combattere l’assenteismo e magari in molti di queste la Fiom ha firmato gli accordi.”
Per Spinosa il mondo del lavoro deve prendere coscienza che ormai, con una economia globalizzata, anche i lavoratori devono in qualche modo contribuire, facendo anche dei sacrifici, per consentire la competitività delle imprese.
Una cosa ha messo tutti d’accordo: la totale assenza del Governo, nel ruolo di mediatore e garante del rispetto degli impegni, specie dell’impresa, sia nella vicenda Pomigliano che in quella Mirafiori.