Avanti della domenica

N.8 del 6 marzo 2011

Ignobile l’attacco del presidente del consiglio Berlusconi
Antonio Vitellaro - Scuola pubblica, risorsa democratica
mercoledì 2 marzo 2011

Antonio Vitellaro*

C’è un solo aggettivo che può definire in un modo adeguato l’attacco di Berlusconi alla scuola pubblica: ignobile! Un attacco alla scuola pubblica, che comprende la scuola statale e quella paritaria; ma lui voleva buttare fango solo sulla scuola statale; il ministro Gelmini gli avrà opportunamente spiegato che anche la scuola paritaria, quella prevalentemente cattolica, per intenderci, è scuola pubblica, che esiste per rispondere al dettato costituzionale della libera scelta da parte dei genitori.
Ma non ci stupisce questo tipo di ignoranza del presidente Berlusconi: la scuola gli interessa in certe occasioni, per operare tagli indiscriminati e per aggredire gli insegnanti, tutti “comunisti”. Ci indigna, invece, questo suo attacco al cuore della scuola di Stato, che non è una scuola di regime: resta infatti sempre se stessa nell’ordinamento didattico e nella libertà d’insegnamento, qualunque sia il governo che l’amministra.
E il cuore della scuola di stato è la possibilità di accesso per tutte le classi sociali; la sostanziale gratuità, se si eccettuano alcune spese per i libri di testo; l’opportunità di una libera crescita sia culturale che educativa in un contesto che vede protagonisti, accanto agli alunni, i propri genitori e i propri insegnanti.
Perché è una grossa bufala quella propinata da Berlusconi, di un corpo insegnante che indottrina i propri alunni. Se conoscesse un po’ l’organizzazione scolastica, verrebbe a sapere che nel nostro ordinamento c’è un sistema di pesi e di contrappesi che garantisce l’apprendimento dei contenuti delle discipline, la maturazione di uno spirito critico e del senso di responsabilità da parte degli alunni, senza prevaricazione da parte di nessuno. E in questo delicato processo all’insegnante è garantita la libertà d’insegnamento per quanto riguarda i contenuti epistemologici della propria disciplina, non la libertà di “educare” a suo modo i propri discenti.
Il progetto educativo di ogni scuola è il frutto delle proposte dei docenti, ma anche degli alunni, dei genitori e degli operatori scolastici. Leggendo le cronache del nostro paese non risultano denunciati casi di indottrinamento da parte dei docenti o di limitazione della libertà di critica da parte degli alunni. Se poi i giovani riescono a maturare il proprio senso critico e cominciano a ragionare con la loro testa fin da quando vivono la loro esperienza di studenti, beh!, si metta il cuore il pace Berlusconi, questa è la scuola democratica, che fa crescere insieme i figli del popolo e quelli che, pur potendosi permettere una scuola privata ad indirizzo educativo fortemente caratterizzato, scelgono la scuola di tutti che si ispira ai valori della costituzione.
Fa impressione dover costatare che il presidente del consiglio, assediato da tutti coloro che non accettano di essere rappresentati da un vecchio “malato, che va appresso alle minorenni”, aggredisce oggi la magistratura, domani la stampa, e poi gli organi costituzionali che gl’impediscono di confezionare leggi ad personam degne di un satrapo di antica memoria, e, infine, quegli ignoranti dei professori che indottrinano i figli di famiglia.
I cattolici, a cui era rivolta la reprimenda contro la scuola di Stato, dovrebbero rimandare al mittente questa serenata di Berlusconi, che, nelle intenzioni dei suoi consiglieri, dovrebbe ricucire lo strappo tra lui e il mondo cattolico.
*responsabile scuola Psi