Avanti della domenica

N.8 del 6 marzo 2011

Antonio Landolfi
mercoledì 2 marzo 2011

Antonio Landolfi, nostro amico e compagno, è venuto a mancare sabato 26 febbraio, aveva 80 anni. Antonio Landolfi è stato, in primo luogo, un gran signore. Ne aveva la gentilezza e l’eleganza nel tratto. Ma anche l’attenzione inesauribile che riservava alle persone e alle cose; senza distinzioni, graduatorie di importanza o considerazioni di opportunità. Ne aveva l’indulgenza partecipe che non toglieva nulla all’intransigenza sui principi; ma anche l’ironia e il sorriso con cui guardava a sé stesso e al mondo che lo circondava, e soprattutto la totale gratuità che pervadeva le sue azioni e i suoi stessi pensieri. Antonio Landolfi è stato anche un socialista. Nel pensiero e nelle viscere. Tanto da dedicare - finita la fase dell’impegno politico in cui aveva svolto un ruolo di primo piano - tutte le sue energie a illustrarne il passato e a sostenerne il futuro. Suoi i contributi più importanti alla storia dell’idea e dei suoi protagonisti piccoli e grandi; sua la presenza più intelligente ed appassionata- in scritti, convegni, dibattiti- nella veste di custode della memoria e di anticipatore del futuro. Come socialista, Antonio Landolfi ha vissuto sino in fondo il nostro dramma di oggi: l’emarginazione politica e culturale ma anche la dispersione delle energie e l’allentamento dei legami individuali e collettivi nell’apparente incapacità di individuare progetti, idee e percorso comuni. Pure, non ha mai disperato. Perché, se il socialismo italiano appariva distrutto, le sue ragioni erano e rimanevano sempre più forti. Facciamo allora nostri, e sino in fondo, il suo dolore e la sua speranza.
Alla famiglia di Antonio, l’abbraccio   affettuoso del Partito socialista e di questo giornale.