Luca Cefisi
Maroni è il ministro della sicurezza o il ministro dell’angoscia? Tempo fa, per giustificare l’“emergenza nomadi” parlò di traffico di organi e di bambini non identificati nei campi nomadi.
Ovviamente, non se ne trovò traccia, e l’Associazione donatori di organi dovette intervenire per spiegare che il problema dei trapianti illeciti o immorali esiste, ma avviene piuttosto pagando qualche povero donatore, e non, come vogliono le leggende metropolitane, con il rapimento e l’espianto in qualche sotterraneo segreto di bambini innocenti. Di questo, per fortuna, non si è mai dato un caso provato da noi.
Ora Maroni ci avverte che, accidenti, Al Qaeda potrebbe infiltrarsi tra i profughi dall’Africa. Peccato che qualsiasi usciere, al Viminale, potrebbe spiegargli che Al Qaeda in America, per l’attentato alla Torri, entrò con molti soldi, visti regolari e regolari biglietti aerei. Il terrorismo non manda i suoi uomini con i barconi.
Poi dà i numeri: centomila profughi, trecentomila... Intanto, l’Italia non ha un’iniziativa politica né per la Libia né per l’Egitto né per la Tunisia. Apprendiamo cosa decide Obama, e ci regoliamo di conseguenza (in fondo, meglio così). Apprendiamo anche che due piloti libici, disertando, sono atterrati a Malta, scartando l’Italia, perché non erano sicuri che le autorità italiane non li avrebbero rimandati indietro da Gheddafi. Ogni grande Paese, ogni grande Democrazia è una Terra d’Asilo; ma a questo hanno ridotto l’Italia, Berlusconi, Frattini e Maroni: l’hanno ridotta ad un posto dove gli esuli hanno paura di andare. Questa è oggi la misura della nostra credibilità e del nostro prestigio, di fronte ai popoli arabi, agli occhi di chi combatte per la libertà, o per la libertà fugge in esilio. Che vergogna.