Avanti della domenica

N.6 del 20 febbraio 2011

I testimoni di Geova possono rifiutare una trasfusione ma un cittadino qualunque è costretto all’alimentazione forzata
Enrica Rota - Non credenti discriminati in ospedale
mercoledì 16 febbraio 2011

 Enrica Rota*

È procedura normale, negli ospedali, chiedere ai pazienti, prima di un intervento, se desiderano ricevere trasfusioni di sangue nel caso fossero necessarie, cosicché i testimoni di Geova possono rifiutare, sotto la loro responsabilità.
Come mai ai testimoni di Geova viene concesso di rifiutare le cure e a tutti gli altri no?
Che forse l’Art.32 della Costituzione si applica soltanto a loro?
Questo art. dice: “ … Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana” – ed è peraltro oscuro e confusionario, come la maggioranza degli articoli della nostra Costituzione, essendo nati da un improbabile compromesso tra cattolici, comunisti, socialisti e quant’altro – tuttavia sembrerebbe che, se i testimoni di Geova possono rifiutare le trasfusioni, anche un cittadino qualunque potrebbe rifiutare idratazione ed alimentazione forzate, accanimenti terapeutici vari ecc., pur non professando nessuna religione – altrimenti verrebbe sicuramente violato l’Art.3, che garantisce l’eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.
O forse invece che atei, agnostici o semplicemente menefreghisti non siano inclusi in questi articoli?  E che solo chi ha una fede, cattolica o non, possa decidere autonomamente del suo fine-vita? Sarebbe davvero grave e preoccupante!
Comunque sia, l’ambiguità della nostra Costituzione dà adito ad interpretazioni variegate ed ambigue, sfruttate in questi ultimi anni in maniera indecente da governi sempre più deboli e perciò sempre più succubi della chiesa cattolica. Sarebbe pertanto ora di chiarire definitivamente queste questioni, p.es. facendo una legge che ratifichi la libertà di ogni cittadino di decidere sul proprio fine-vita (testamento biologico) – tuttavia questo per l’Italia attualmente rimane purtroppo pura fantascienza, con la sola eccezione dei testimoni di Geova, beati loro!

*Resp. Reg. Laicità e Diritti Civili PSDI Torino