Avanti della domenica

N.6 del 20 febbraio 2011

Gli interventi miracolistici del Governo
Angelo Sollazzo - La patrimoniale e le vacche di Fanfani
mercoledì 16 febbraio 2011

Angelo Sollazzo

Molti ricorderanno quando Amintore Fanfani, per dimostrare la consistenza del nostro patrimonio bovino, faceva contare più volte le stesse vacche. In epoca antecedente lo stesso aveva fatto Mussolini con gli aerei e, ci sembra, che la stessa cosa sia avvenuta recentemente con il voto di tantissimi cinesi alle recenti primarie del PD a  Napoli.
Il governo italiano l’ha fatta ancora più grossa.
In un momento di grave crisi economica, con la Pubblica Amministrazione che non riesce a pagare i fornitori se non dopo due o tre anni, provocando il fallimento di migliaia di aziende piccole e medie, si ha la spudoratezza di provocare da una parte ottimismo dall’altra sconcerto, annunciando, ancora una volta, interventi miracolistici con progetti e cifre che hanno dell’incredibile.
Il gioco è di facile lettura in quanto vengono considerati nuovi finanziamenti quelli già assegnati e finalizzati nei vecchi piani pluriennali e che ancora non erano stati spesi dagli Enti territoriali. Insomma dai contributi europei, a cominciare dai FAS, vengono ritirati i fondi a quelle Regioni che non hanno avuto capacità di spesa, idem per tutti i finanziamenti che la eccessiva burocrazia teneva fermi e in tale modo viene rielaborata l’assegnazione sempre degli stessi soldi.
Insomma niente di nuovo e nessun miracolo, solo la inadeguatezza di una dirigenza politica e burocratica che ha impedito il giusto utilizzo delle somme assegnate.
Invece di intervenire sulle cause e denunciarne la gravità, si fanno annunci roboanti su nuovi progetti considerandoli meritevoli degli applausi della pubblica opinione. Ben altro discorso è quello necessario per affrontare la grave crisi economica che ci attanaglia.
Qui le proposte del governo sono balbettanti se non contraddittorie.
Intanto partiamo dal debito pubblico che è tra i più alti del mondo e rileviamo che senza affrontare, una buona volta, con coraggio tale situazione, ogni politica di sviluppo e crescita va a cozzare con tale triste realtà.
Mentre viene fuori il dato allarmante del calo del reddito del 2,7 per cento nel 2009, scoppia una furibonda querelle sulla possibilità di applicare una patrimoniale come avviene nei più importanti Paesi occidentali.  Subito si grida allo scandalo, si imputa alla sinistra di essere il partito delle tasse, di voler svuotare le tasche degli italiani e così via.
Purtroppo lo stesso Bersani, senza approfondire il tema, ha voluto subito prendere le distanze da una simile eventualità, forse pensando al disastro provocato dal suo compagno Visco quando era Ministro delle Finanze. Niente di più falso e strumentale.
La tassazione va fatta sulla ricchezza e non sui redditi e deve poter colpire in modo assolutamente selettivo non più del dieci per cento della popolazione, A tal proposito ricordiamo che il 10% degli italiani possiede il 50% della ricchezza.
La crisi ci imporrà una manovra triennale di almeno 75 miliardi in luogo dei 135 richiesti dalla Unione Europea. Ciò richiede una particolare attenzione al debito pubblico che è elemento essenziale del blocco della crescita.
Mettiamo mano allora a quella che è la rendita parassitaria ed assenteista, assestiamo un colpo durissimo al debito e solo allora possiamo progettare una politica di sviluppo.
Cominciamo con una imposta sulle plusvalenze immobiliari al 20%, affrontiamo il tema ricordando che i titoli ovunque in Europa vengono tassati al 20% mentre in Italia siamo fermi al 12,50%. Pareggiare tale tassazione non sarebbe certamente una politica di dissanguamento dei ceti più abbienti. Quindi colpire le società ricche e non le persone fisiche. I lavoratori non avrebbero nulla da temere. Gli indirizzi del fisco sarebbero diversi rispetto a quelli delle famiglie italiane a medio e basso reddito.
In aggiunta, ma non come scorciatoia o unico provvedimento, si potrebbe mettere mano in modo serio e programmato al patrimonio di Stato. La vendita del mattone di Stato potrebbe essere accompagnata dalla cessione delle società con capitale pubblico ma con comportamenti privati. Parimenti bisogna mettere fine agli sprechi della politica ed ai privilegi concessi al Vaticano.
Unitamente alla abolizione dei tanti Enti inutili, alla limitazione delle prebende eccessive dei politici, è arrivato il momento di far pagare al Vaticano ICI, IVA IRPEF e tutto il resto.
Centinaia di ospedali e cliniche, università e musei, enti e società, personale religioso, docenti di religione, contributi pubblici e privati, 5, 8 per mille sulle dichiarazioni dei redditi, cifre sottratte allo Stato e che superano annualmente i 10 miliardi di euro.
I fondi per lo sviluppo, a cominciare dai FAS, vengono dirottati per altre finalità,nessuno si chiede quanto ci costerà alla fine Mirafiori avendo, da sempre, la Fiat operato per la privatizzazione dei suoi utili e per la pubblicizzazione delle sue perdite.
Una sinistra di governo deve lottare per porre fine ad una evasione che si aggira attorno ai 100 miliardi, deve adoperarsi per fare passare la tesi che necessita sostenere la domanda e non l’offerta, sostenere i salari per far riprendere i consumi e consentire, in tal modo, la ripresa dell’industria.
Essere socialisti oggi, essere sinistra di governo, significa lottare in tale direzione.