Una Costituente per il Paese
Se Berlusconi, prima da Bruxelles poi in Italia, continua a provocare ed attaccare senza ritegno ; la magistratura, le forze della sinistra politica nella sua globalità, - da oggi - anche le forze della cultura e di quella parte di mass media che non la pensano come lui, il motivo è uno solo.
La sinistra politica incominciando dal partito maggiore di essa, è mal diretta e per niente coordinata, qualcuno direbbe è allo sfascio. Si arriva a dire, che: il Paese è tornato indietro di dieci anni (con questo, facendo il paragone tra la manifestazione dei girotondini del Palatrussardi, con la grossa manifestazione di ieri al Palasharp con le presenze di Eco, Saviano e tante altre personalità preoccupate per l’attuale momento - il Palazzo ha cambiato nome, ma è sempre lo stesso -).
Chi scrive non è d’accordo che le lancette dell’orologio si siano fermate. Innanzi tutto perché in questa fase politica, rispetto a dieci anni or sono, si stanno muovendo molti giovani, molte donne, una discreta parte di personalità dell’arte e della cultura (cosa che a quel tempo era molto meno appariscente). Secondariamente, mi sembra che stia prevalendo una nuova coscienza, che, per salvare l’Italia dal baratro; economico, politico e morale occorre procedere in modo diverso che nel passato.
Sappiamo tutti che i governi di centro destra capeggiati da Berlusconi in 16-17 anni non hanno fatto altro che peggiorare gli equilibri economico-sociali (cosa che supera di gran lunga la giustificazione della crisi mondiale), vedasi i provvedimenti adottati da altri paesi europei.
D’altra parte è pur vero che l’anti berlusconismo, di per sé, non è nel modo più assoluto adeguato per far uscire l’Italia dalla situazione drammatica in cui l’ha cacciata il centro destra. Occorre che la sinistra proponga una alternativa democratica, unitaria e riformista alla nazione, Tutto questo può avvenire nella misura in cui queste forze presentano un programma elettorale, unitario, riformista (nei fatti) e soprattutto credibile per la parte sana e laboriosa di questo Paese.
Nella fattispecie, una adeguata linea programmatica e riformista, non potrà prescindere (pena il peggioramento della situazione) da una nuova legge elettorale e da una nuova Assemblea Costituente, dove una adeguata rappresentanza di tutte le forze politiche presenti nel Paese, elabori le modifiche necessarie alla seconda parte della Costituzione per adeguarla alla realtà del momento.
Luciano Lunghi - Milano
Torneremo ad avere un ruolo
L’attuale fase politica impone, o meglio imporrebbe, di sviluppare un tema riferito ai concetti della identificazione del ruolo politico del cosiddetto “centrosinistra”. In estrema sintesi, cosa sia e quale dimensionamento assuma in riferimento al variegato universo delle forze politiche oggi presenti.
Il Partito Democratico verso il quale nella maggioranza degli interventi proposti nel nostro giornale sembrerebbe puntare il nostro riferimento è dovuto probabilmente alla consistenza elettorale di questo partito, più che dell’interesse oggi indirizzato dello stesso PD nei nostri confronti, ma da punto di vista politico è davvero così?
Essere politicamente espressione della sinistra può consolidarsi a tal punto da amalgamarne le ragioni con quelle del centro in un unico partito?
Certo, nella prima Repubblica noi socialisti abbiamo aperto la fase politica del centro sinistra, ma non sfuggirà ad alcuno che, nello spirito collaborativo nell’esercizio di governo, le posizioni del centro e della sinistra e della composizione cosiddetta “ laica” nella loro autonomia, ponevano anche un confronto politico quotidiano.
Rammento quante volte il Pci stigmatizzava il nostro ruolo nei governi con l’allora Dc, eppure oggi gli eredi di quei partiti si ergono solidamente a rappresentare il centro sinistra e, la domanda sorge spontanea, è la sinistra già Pci -Ds-Pds spostata al centro o viceversa?
Sintonizzandomi su “Radio Radicale” ho sentito l’intervento di apertura dell’on. Rosi Bindi nella direzione del suo partito. Intervento applauditissimo peccato però che descrivendo le ragioni per le quali il Presidente del Consiglio dovrebbe dimettersi, abbia omesso di dire che se oggi ancora resiste, è per effetto di quei voti concessi alla recente fiducia da parte di parlamentari eletti nel Pd e nell’Idv.
La cosa mi rattrista di più poiché uno di questi è stato eletto nel collegio Veneto 1 e non per colpa dell’elettorato Pd, ma per un’assurda legge elettorale sponsorizzata dai candidati premier di allora e rispettive forze politiche, con il ‘voto utile’, appropriati sbarramenti e premio di maggioranza. La giustificazione era nella necessità di semplificare il quadro politico mediante il “bipartitismo”; bene, il risultato, a guardare il gran numero di pseudo partiti e gruppi presenti oggi in Parlamento, è stato opposto.
Oggi le argomentazioni riformatrici del Psi. sono difficili da trasferire nel tessuto sociale del Paese, oramai focalizzate più dai media con i quali però puoi acconsentire o dissentire, ma solamente parlando con te stesso davanti ad uno schermo televisivo. Tuttavia e ne sono convinto, il bisogno di regolare le funzioni proprie della vita sociale attraverso la democrazia ritornerà presto necessaria ed in tale contesto, non potrà non mancare il ruolo attivo non subalterno ed autonomo del Psi.
Michele Bertaggia - Direttivo Regionale Veneto
Il vuoto lasciato dal Psi
Assai condivisibile l’intervento di Bobo Craxi. Va bene l’allenza di emergenza costituzionale proposta da D’Alema ma con marcata posizione autonomistica del PSI. C’è un vuoto politico e programmatico impressionante oggi nel nostro Paese. Un vuoto lasciato dal glorioso PSI a guida autonomistica degli anni ‘80. E’ giunto il momento di rilanciare quel modello e quella proposta rimasti incompiuti.Ne ha estremo bisogno l’Italia. Ne sentono profondamente la necessità gli Italiani.
Attilio Regolo - Ass. Cult. Socialista Silvano Signori - Grosseto
