Avanti della domenica

N.5 del 13 febbraio 2011

Disoccupazione giovanile al 29% e mancanza di risposte
Umberto Vita - Politica malata, le colpe di noi giovani
mercoledì 9 febbraio 2011

Umberto Vita

Sono stati pubblicati dall’Istat i nuovi dati relativi alla disoccupazione giovanile del mese di dicembre: il tasso si è attestato al 29 per cento.
Quest’ultimo dato, non può che far riflettere su come le politiche adottate negli ultimi anni non siano state per niente sufficienti e dirette a costruire un futuro più tranquillo e stabile per i giovani. Di tutto questo non si può però, solo incolpare la politica.
Un mea culpa dovrebbe essere fatto anche da noi giovani. Noi Giovani che da molto tempo abbiamo abbandonato la politica attiva; giovani interessati alla politica, ma che pur di non essere etichettati come aderenti a un partito, preferiamo aderire a movimenti di qualsiasi genere composti da poche o più persone.
L’allontanarsi dei giovani dai partiti politici, ha fatto sì che nascessero due fenomeni: il primo è che i partiti politici non elaborano più politiche giovanili, perché oltre a non avere una visione della società non hanno più un confronto quotidiano con i giovani, che prima volendo o nolendo erano comunque obbligati ad avere, ma in particolar modo non sentono più l’esigenza di dare delle risposte ad una parte del proprio elettorato attivo.
Questo distacco dei giovani dalla politica ha fatto sì che si venisse a creare un secondo fenomeno, quello della staticità della classe politica italiana, accentuata ancora di più dall’attuale legge elettorale che allontana chi governa dal captare i bisogni reali delle nuove generazioni. Legge elettorale che grazie alle liste bloccate, aiuta la classe politica a rimanere in sella per interi decenni, anche se potrebbe avvantaggiare giovani, capaci e preparati, ad entrare in politica proprio perché non vi è bisogno delle preferenze.
Proprio per questi due eventi che vengono a verificarsi,in questo momento storico è fondamentale per noi giovani entrare nei ‘contenitori’ della politica italiana perché i cicli politici sono un po’ come i cicli economici, durano di più, specialmente in Italia, ma prima o poi arrivano al termine.