“I Tg della Rai ritrovino il senso di responsabilità proprio del servizio pubblico, altrimenti il canone non ha senso”.
La sollecitazione arriva dal responsabile Media del Psi Andrei Nesi che in una nota richiama l’attenzione sul messaggio del presidente Napolitano a Bergamo. Un messaggio “sacrosanto, soprattutto alla luce del livello raggiunto da alcuni tg pubblici che ignorano o riducono a brevissime segnalazioni notizie importanti, come i dati Istat sull’impoverimento delle famiglie italiane, privilegiando lunghe cronache sui fatti di sangue ma anche su inutili amenità”.
“Tra le repliche del mondo dell’informazione all’appello del presidente della Repubblica inerente il modo con cui i Tg danno le notizie ma anche sulla scelta dei temi - rileva - spicca, emblematica, quella di Mario Orfeo riportata da Avvenire. In sostanza il direttore del Tg2 condivide pienamente l’appello di Napolitano, segnalando però che ‘misteri, delitti e cronaca giudiziaria suscitano sempre molto più interesse nei lettori e telespettatorì.
Insomma i mass-media assomigliano sempre più al genitore che vizia i propri figli incurante del risultato che tale approccio produce, abdicando al proprio ruolo nella società e per la società.
La responsabilità di un’informazione completa e pluralista (anche nei temi) dovrebbe essere tanto più sentita proprio nei tg pubblici. Ed è questa peculiarità di una tv al servizio del pubblico e non dei potenti che giustifica il pagamento del canone Rai”.
