A oltre un mese dalla tragica fine di Carmine Cannillo, colpito a morte sotto gli occhi del figlio dodicenne da un proiettile vagante nella notte di Capodanno a Frattaminore, la dolorosa vicenda rischia di finire nel dimenticatoio.
Le indagini sono praticamente a un punto morto. Lasciati da soli vedova e tre orfani, nel silenzio delle istituzioni.
Lo ha scritto in una lettera a Riccardo Nencini, il capogruppo del Psi al Comune di Frattamaggiore, Enzo Fausto. “Carmine Cannillo è morto perché colpito da una pallottola vagante esplosa da un ignoto idiota che, anziché stappare spumante per l’avvento del nuovo anno, ha preferito impugnare un’arma da fuoco spezzando, in tal modo, la vita di una famiglia per bene e gettando nello sconforto un’intera comunità.
Carmine, un lavoratore pendolare che, per rimanere accanto alla sua famiglia, tutti i giorni si alzava alle tre del mattino per recarsi a lavoro a Latina presso un’industria per la lavorazione delle carni rincasando alle nove di sera, ha lasciato una moglie disoccupata e tre figli rispettivamente di 16, 14 e 12 anni, con un mutuo da pagare.
Ai funerali, tenutisi tre giorni dopo il tragico evento, abbiamo assistito al silenzio ‘assordante’ dello Stato: tranne la nostra segreteria provinciale e quella regionale dei Verdi, nessuna istituzione politica ha presenziato alla cerimonia funebre né alcun sostegno è stato garantito alla famiglia.
A Napoli si muore così e nulla sembra senza smuovere le coscienze”.
