Leonardo Scimmi*
Chissà cosa risponderebbe Craxi a Marchionne e cosa direbbe sugli accordi di Mirafiori.
Già, Craxi, quel nome buono per i documentari di propaganda per il Cavaliere, che mostrano in fila Mussolini Moro e Craxi come capri espiatori, garantendosi la compassione e l’adesione subliminale di ex DC ex PSI e ex Fascisti. Manicheo, forse, ma efficace.
Craxi da solo e con la sua tragedia sostiene ancora il Cavaliere, nell’ignoranza generale del Paese su cosa sia significato distruggere l’unico partito veramente riformista del Paese: il PSI.
Ed allora Craxi è ancora il problema non percepito, non risolto, non metabolizzato di cui discutere.
Craxi è ancora la politica riformista da difendere. E se non il PSI, chi deve farlo? Lo fa da anni implicitamente e non Silvio Berlusconi, per proprio tornaconto. E funziona.
Come una malattia, come un problema, come una crisi, se non c’è diagnosi e riconoscimento non ci sarà cura.
Chi è il riformista, in Italia? L’ultimo che ricordi è ancora Bettino Craxi.
La richiesta che viene sollevata nei confronti del PSI è quella di una campagna mediatica mirata ad un progetto alto e nobile di crescita.
Il basso profilo non pagherà. Il PSI ha una serie di argomenti forti e puo’ disporne per farsi notare e tornare sulla scena politica da protagonista, senza mendicare pietà da chicchessia.
I temi cardine sono 3, facili da comunicare ed efficaci sul piano mediatico. Craxi è stato vittima di una falsa rivoluzione di cui gli italiani tutti oggi pagano le amare conseguenze in termini di governo debole e opposizione dipietrista; il sistema di relazioni industriali sta cambiando e la cultura riformista del PSI suggerisce un modello partecipativo e di democrazia industriale fondato su rappresentanze aziendali de - sindacalizzate (Betriebsrat) e partecipazione dei lavoratori ai Consigli di Sorveglianza (Mitbestimmung); ultimo il falso - bipolarismo ha fallito, il PSI promuove e lavora per una scomposizione (imminente) ed una ricomposizione del sistema politico in direzione proporzionale – tale da rispecchiare il Parlamento europeo – dove i riformisti tutti si riuniscono in un partito socialista democratico di stampo riformista, il tema della Unità socialista.
I tre temi cardine Craxi, democrazia industriale e Unità socialista possono essere il leitmotiv di una propaganda che renda al PSI visibilità, concretezza e successo elettorale, intercettando in maniera trasversale e veramente garibaldina l’elettorato italiano, indirizzandosi ai socialisti di sempre, ai riformisti di sempre ed ai delusi dell’attuale sistema politico (se cosi lo vogliamo chiamare) italiano.
*PSI Lussemburgo