Avanti della domenica

N.4 del 6 febbraio 2011

A 120 anni dalla nascita resta intatta la sua lezione politica e morale
Giuseppe Tamburrano - Saliamo sulle spalle di Nenni!
mercoledì 2 febbraio 2011

Giuseppe Tamburrano

Cari compagni,    l’anno in cui nasce Nenni, il 1891, nasce anche Critica Sociale, diretta da Filippo Turati e Anna Kuliscioff; nasce a Catania il primo “fascio siciliano” promosso da De Felice Giuffrida; nasce la gloriosa federazione mantovana degli operai e contadini; nascono le Camere del lavoro di Piacenza, Milano e Torino; i metallurgici proclamano un grande sciopero; a Bruxerlles si riuniscono i socialisti di tutta Europa in quello che fu, dopo la prima riunione dell’Aja del 1876, il vero affratellamento dei socialisti di tutta Europa. L’anno dopo nasce il Partito socialista.
La vita politica di Nenni è lunghissima: 80 anni. Ricevette il battesimo a sette anni, nel maggio del 1898, quando assistè “impietrito” alla carica della cavalleria nella piazza di Faenza contro donne e lavoratori che avevano assaltato i forni per potere sfamarsi. “Quel giorno – disse – ho scelto da quale parte stare”.
Nenni è il Partito socialista non solo perchè lo ha diretto per tanti anni, ma perchè lo ha salvato tante volte. Nel 1922-23 – è nel partito solo da un anno – vince la battaglia contro Serrati e i massimalisti che avevano deciso di “svendere” il Partito a Mosca e al PCI.
Nel 1930, nell’esilio francese, realizza insieme a Turati l’unificazione con i riformisti. Durò fino al 1947, anno della tragica scissione di Saragat: il quale aveva ragione a rifiutare l’unità con i comunisti, ma torto a lasciare il Partito.
L’alleanza strettissima con il PCI fu l’errore di Nenni che rischiò di far scomparire il PSI. Nenni se ne riscattò nel 1956 rompendo l’alleanza subalterna con il PCI.
I migliori anni della nostra storia repubblicana furono quelli, specie i primi, del centro-sinistra. E recano l’impronta di Pietro Nenni. Due grandi vittorie democratiche portano il suo nome: la Repubblica e il divorzio.
Il socialismo di Nenni è superato, ma non sono superati i valori fondamentali che l’hanno ispirato: l’uguaglianza, la giustizia sociale, la libertà per tutti. E’ un gigante e salendo sulle sue spalle vedremo più lontano di lui in questo mondo in cui le ingiustizie sociali sono enormi, in cui il mercato deregolato ha fallito restituendo attualità al socialismo riformista, in questa Italia devastata da una gravissima crisi economica, sociale e soprattutto etica e culturale.
Egli è stato un modello di militante: occorre che i più giovani si ispirino a quel modello per costruire il socialismo di domani.
(Dal messaggio inviato all’Assemblea dei circoli socialisti “Volpedo”, 2 febbraio 2011)