Avanti della domenica

N.2 del 23 gennaio 2011

Lettere di Gerosa, Guidetti, Lena
mercoledì 19 gennaio 2011

I socialisti avrebbero detto “sì” al referendum Fiat

Noi socialisti abbiamo la fortuna di saper precorrere i tempi oppure la capacità di intuirne le variazioni. Da quando la globalizzazione ha dettato le sue leggi ed abbiamo capito che le regole del gioco nel lavoro sono cambiate, ci siamo adeguati ai tempi. Bene ha fatto il socialista Angeletti a firmare un impegno per mantenere viva quella controparte alla quale chiedere in futuro di mantenere le promesse fatte sugli investimenti. Non potevamo e non dovevamo, per l’interesse stesso dei lavoratori respingere la proposta di Marchionne che lo vincola a mantenere il lavoro in Italia. Il ragionamento della Fiom è quello derivante dalle file comuniste, dove in modo dogmatico non si vuol capire che i tempi sono cambiati. Noi socialisti siamo sicuri che il sì sul referendum proposto ai lavoratori della Fiat non è una sconfitta, ma un contenimento di quanto la globalizzazione esistente impone. L’unica cosa che dispiace è che ancora una volta i sindacati si sono spaccati e che anche in questa situazione il grande assente è stato il governo.

Gerosa Giulio – Roma


Più preoccupati dai cibi adulterati

Mentre Bersani definisce “desolante” il video-messaggio del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in merito alla sua imputazione di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile (caso Ruby) e mentre altri “denunciano tentativi di ipotetici golpe giudiziari”, quasi sotto silenzio è passata la notizia che le “sofisticazioni alimentari non sono più reato”. Il ministro Calderoli nell’abrogare, giustamente, circa 400.000 leggi inutili ha  mandato al macero anche la legge 282 del 30 aprile 1962 sulla Tutela degli Alimenti. Da metà dicembre, quindi, la sofisticazione alimentare non è più reato! Volendo ritenere che si sia trattato di una “non voluta svista”, chiediamo al Governo di emanare subito un Decreto Legge per la (ri)Tutela degli Alimenti ed ai parlamentari reggiani di attivarsi in sede legislativa. Questo perché il PSI ritiene “più dirompente la sofisticazione alimentare rispetto al caso Ruby”

Mario Guidetti - Reggio Emilia
 

Rimbocchiamoci le maniche

La crisi economica e sociale è stata pagata e la stanno pagando le classi più deboli e principalmente i giovani, la disoccupazione giovanile è alle stelle, sono proprio loro, nonostante abbiano ottima preparazione culturale e professionale. Poi la pagano altamente i lavoratori dipendenti, pensionati e le piccole imprese in crisi. Per i lavoratori dipendenti troppo precariato, troppa incertezza e insicurezza per il proprio futuro, poca dignità della persona sui posti di lavoro.
Pensionati che non ce la fanno ad arrivare a fine mese, con pensioni da fame. Piccole imprese in crisi che non trovano aiuti dalle banche per poter andare avanti e sono costrette a chiudere. Servizi socio assistenziali che vengono tagliati in conseguenza alle scelte fatte del governo. Lasciatemelo dire, lavoratori dipendenti e pensionati, pagano le tasse interamente come prevede la legge, bene, ma vorrebbero che tutti facessero come loro, per pagare meno. Chi non paga le tasse è uno speculatore, un fuori legge, mette la mani nelle tasche di chi è più povero di lui e di chi è onesto.
Cari cittadini dobbiamo tutti insieme portare avanti un grande progetto, per liberarci dalle mafie, delle corruzioni e delle illegalità, di educazione al rispetto delle regole, alla legalità, dalle istituzioni nazionali, regionali, comunali, associazioni, movimenti, mettersi veramente con impegno, responsabilità, dalle scuole di ogni ordine e grado, alle parocchie, ai sindacati, al mondo del volontariato. Con più controlli fatti da chi di dovere, con più onestà, entrerebbero più soldi nel bilancio dello stato, che poi si potrebbero investire per migliorare i servizi, in parte anche per rilanciare lo sviluppo e l’economia. Servirebbe anche a mettere nelle tasche dei più deboli , ai lavoratori dipendenti e pensionati qualche soldo in più, che ne avrebbero estremamente bisogno.
Poi avviare piccole opere e lavori socialmente utili in tutti i comuni d’Italia, tutte queste cose si possono iniziare a fare da subito.
Noi cittadini dobbiamo rimboccarci le maniche, non solo per difendere la nostra bella Costituzione, ma per farla applicare, consolidare e migliorare. Studenti, disoccupati, lavoratori dipendenti, pensionati, cittadini, uniti per costruire progetti da portare avanti in tutte le direzioni, internet, TV, radio, giornali, manifestazioni civili e pacifiche, per far crescere la cultura solidale, di uguaglianza, di giustizia sociale.

Francesco Lena - Cenate Sopra (BG)