Finalmente dopo anni di silenzi, in queste settimane sta emergendo nel mondo politico una diagnosi allarmatante sulle condizioni in cui versa il paese, sotto il profilo materiale e morale, democratico e sociale. La spiacevole diagnosi è stata palesata da Bersani, durante l’ultima direzione del Pd, ma anche a conclusione del comitato nazionale dei radicali italiani e durante i lavori dell’ultima segreteria del Psi.
Per ovviare a questa emergenza democratica, Bersani ha avanzato a tutte le forze di opposizione moderate e progressiste, proposta in precedenza avanzata anche da Nencini, un patto per una riforma repubblicana che ricostruisca il sistemaI. In sintesi un appello a tutte le opposizioni affinché si superi l’attuale decadenza del Paese afflitto da una democrazia malata e con essa la stagione del berlusconismo. A mio avviso la proposta di Bersani, questa volta, va nella giusta direzione.
L’italia necessita di un cambiamento in senso liberale e democratico, realizzando l’ alternativa riformatrice tanto invocata, dove tutte le forze di opposizione, al netto di tatticismi e strategie devono farsi carico. Etica, democrazia e la legalità dovrebbero essere le tre parole chiave per una restaurazione reale. Ecco proprio in questa direzione l’idea di una costituente liberale, tiepidamente introdotta da Bersani, ma condivisa da molte forze politiche, che abbia come incipit, non la sommatoria di sigle, ma la ricostruzione del tessuto sociale e politico, che sia, allo stesso tempo, laico e legalitario, liberale e democratico, libertario e riformatore, andrebbe approfondita. Se il senso di responsabilità del mondo politico almeno questa volta, prevarrà sugli individualismi, gli egoismi ed i tatticismi della partitocrazia, si potrà aprire una fase nuova quella della “terza repubblica” fondata sull’uguaglianza sostanziale, sulle libertà, sull’etica pubblica, sul merito e l’inclusione.
Luigi Iorio