La vergogna del regno dorato della Tv
“Prima di tutto il lavoro”: così ‘urla’ il titolo a tutta pagina dell’edizione speciale di questo giornale. Giustissimo! Allora cominciamo a parlare di problemi che sono sotto gli occhi di tutti. Ad esempio, in un Paese a forte disoccupazione intellettuale, dove vi sono schiere di aspiranti ad un posto in Tv, perché non dire che è una vergogna che vi siano personaggi già ‘maturi’ a tutti gli effetti ed economicamente benestanti che possono permettersi di reinserirsi nei ranghi di questa o quella Tv o di passare disinvoltamente da una rete all’altra? E che dire di certi iperpresenzialisti che, a quanto si dice, sono ovviamente pagati per le loro quotidiane presenze che ormai hanno già infastidito tanta gente?
Giuliano Vincenti - Bologna
Insulti razzisti anche dai dipendenti pubblici
Aggiungo un punto al gentiluomo che ha scritto in ricordo della “giornata internazionale diritti umani 10 dicembre”. Lei ha menzionato come principio violato dai individui, la fame, la violenza, la negazione del diritto all’asilo politico e via dicendo, chi come me e altri subiamo offese, come sentirsi apostrofare con “negra extracomunitaria” da individui che siamo costretti a vederceli beatamente svolgere la loro professione dentro le amministrazioni pubbliche, perché nessuno li penalizza? Contiamo solo se abbiamo le spalle coperte. Sappiamo tutti da chi? I carteggi sono pieni di violazioni simili a quelle che lei ha riportato, ma qui il mio racconto, per ritegno, non appare. Grazie.
Renate Di Giorgio
Un pizzico di Francia
Qui in Francia la nostra Federazione ha preso contatto con tutte le Direzioni Provinciali del P.S. francese, e anche con tantissime sezioni. La solidarietà attiva dei socialisti francesi - di ogni livello dirigenziale - è fraterna e anche molto disponibile ad incontrarsi con noi. In Francia abbiamo capito che il P.S. francese lavora ad un progetto politico che dovremmo valutare anche in Italia, e cioè sulle differenze tra “folla” e “popolo”: la “folla” che disgustata dalla politica si è rintanata in una bruttissima copia dell”Aventino” e del qualunquismo. Siccome la “folla” può risvegliarsi improvvisamente come un vulcano, ha la capacità di trasformarsi in violenza inaudita; si rende necessaria una politica che riesca ad assimilare la Folla al Popolo. Popolo che con tutti i suoi vizi, mantiene comunque un atteggiamento di semifiducia nella politica di qualsiasi espressione. Queste righe che volevano esssere informative sulla “federazione” vedo che si stanno trasformando in (presuntuose?), riflessioni. Noi della Federazione francese ovviamente seguiremo la linea del Segretario e della direzione del Partito in Italia. Ma su questo aggiungeremo un pizzico di quanto detto sopra di “Folla” e “Popolo”. I camarad con cui abbiamo scambiato esperienze sono solidali e ispiratori. Continueremo a fare del nostro meglio nell’attività di proselitismo già bene avviata.
Nivio Sanchini - Segretario Psi Francia
Non appiattiamoci sul Pd
In un ordine del giorno approvato all’unanimità il 22/12/2010, la sezione di Ostia Antica esprime serie riserve e grandi preoccupazioni per una linea politica volta più ad un accordo con il Polo Centrista, che peraltro ribadisce di guardare a destra, piuttosto che creare una intesa Politica-Programmatica nel quadro naturale del Centro-Sinistra (…) e sconveniente, da un lato criticare (giustamente) Boselli per la sua scelta centrista e dall’altra collocarsi sostanzialmente nella stessa posizione stigmatizzata. (…) La Sezione auspica una opportuna riflessione al fine di assumere una chiara e distinta posizione nel centro-sinistra in coerenza con la linea del PSE, aperta ovviamente al Polo Centrista staccato da Berlusconi, evitando posizioni pregiudiziali anacronistiche verso Vendola, neppure motivate da contrasti programmatici.
Gioacchino Assogna – Segretario Sezione Ostia Antica (RM)
Fiducia, ma in che cosa?
Quanti hanno creduto nella possibile sconfitta del Cavaliere nel voto di sfiducia respinto dalle Camere, non hanno tenuto in nessun conto che in Parlamento siedono onorevoli nominati e non eletti “dal popolo sovrano”, come recita lo specifico articolo della Costituzione, e, quindi condizionati da eventuali elezioni anticipate. Un corpo elettorale come quello che siede oggi in Parlamento, in una situazione di macroscopico distacco dai cittadini che stanno pagando a caro prezzo i disagi della grave crisi che li impoverisce a vantaggio di chi più ha, certo che preferisce lo “statu quo”, tanto più che le elezioni, senza cambio della legge elettorale, erano respinte, anche e giustamente, da tutti i settori dell’opposizione. Ma, il vero nocciolo della situazione, è quello dell’agibilità democratica delle Istituzioni, in cui, a partire dal Colle ove siede un Presidente valido e garante della Costituzione vigente, ognuno sia obbligato a rispettare il giuramento di fedeltà alle leggi. Ogni cittadino deve avere parità di trattamento! Occorre in primis far funzionare la Magistratura ed abolire di fronte ogni tipo di “OMISSIS” ed ogni “ragion di stato” che celano, quasi sempre, comportamenti illegali e non confessabili. Occorre reperire le risorse finanziarie per garantire ai cittadini tutti i servizi di cui hanno bisogno, secondo una imposizione fiscale progressiva. La scuola di ogni ordine e grado. la giustizia, la sicurezza, la salute, l’ambiente, i beni culturali, devono essere sempre all’attenzione di chi è preposto al loro funzionamento e devono avere la disponibilità di risorse adeguate e controlli, anch’essi scrupolosi, della loro gestione.
Attilio Pizzarello - Scilla
Con Vendola contro Marchionne
In un’intervista pubblicata da “Il Piccolo” prima di capodanno, Nichi Vendola ha fatto un’affermazione che merita attenzione. “Il centrosinistra – ha detto - ha un’occasione straordinaria che è quella del caso Marchionne e Mirafiori. Un punto dirimente per costruire una visione e una coalizione con coloro che si sono opposti, per esempio, alla Riforma Gelmini.” In soldoni: lo spartiacque tra sinistra e destra è segnato dalla difesa di diritti non negoziabili, tra cui quelli alla dignità del lavoro e ad una formazione scolastica uguale per tutti. O si sta di qua – e si rimane fedeli agli ideali del socialismo e, più in generale, della Sinistra europea, provando a mettere in piedi un’alternativa di sistema – oppure si abbraccia la filosofia del profitto, impersonata da Marchionne, e ci si mette docilmente in coda per entrare nel primo, nel terzo o nel cinquantesimo Polo. Una scelta scontata, per chi si definisce di sinistra? Per molti, ma non per tutti: come una raffica improvvisa di bora, le parole di Vendola hanno fatto sbandare, per l’ennesima volta, il carrozzone del PD, provocando reazioni confuse, in certi casi risentite. Domanda: serve al suo povero elettorato – costituito in gran parte da lavoratori in caduta libera, pensionati a basso reddito e studenti – una pseudosinistra che, al momento opportuno, si schiera sempre dalla parte del padrone? Servono alla causa della Sinistra italiana i Chiamparino, i Fioroni, i Fassino, gli Ichino, i ma-anche-Veltroni ed un simulacro di partito che confonde la socialdemocrazia con il bolscevismo? No,all’Italia ed all’Europa serve una Sinistra autentica, che non abbia timore di parlar chiaro e di agire di conseguenza, a tutela di quanti, oggi, sono chiamati a pagare una crisi provocata da altri. C’è sempre un’alternativa… ma per costruirla non possiamo affidarci a chi, dimentico della sua provenienza, ha fatto l’abitudine ai salotti buoni, e pratica la politica come un redditizio gioco di società. Ad ogni modo, il cantiere va aperto senza indugi: il tempo stringe.
Norberto Fragiacomo –PSI Venezia Giulia