Avanti della domenica

N.1 del 16 gennaio 2011

Marco Di Lello - Cosa non si fa per il bene del Paese...
mercoledì 12 gennaio 2011

Marco Di Lello

Anno nuovo, vita vecchia? Il nostro amato belpaese riesce a smentire anche i vecchi adagi ? Né il Natale, né la befana hanno regalato agli italiani la speranza di una politica nuova? Non è così, ed ora vi spiego perché.
Il 2011 è iniziato con un Berlusconi che, nonostante l’ultimo schiaffo dal Brasile, ha continuato a dispensare ottimismo sulla forza e la credibilità del suo governo, allontanando lo spettro delle elezioni anticipate che non farebbero bene al Paese, così come l’opposizione, che pure non teme il voto anticipato nonostante le tante divisioni interne e le spallucce degli amati, ma non ricambiati terzopolisti, semplicemente non le ritiene utili all’interesse del Paese.
E così, dopo cinque mesi, da luglio a dicembre, di governo bloccato e dilaniato da scissioni, rotture e querele, ci aspetta un altro anno, in politica come in economia, di giri di valzer, ammiccamenti, fidanzamenti rotture e divorzi tutti consumati in nome del bene del Paese.
Per correggere chi pensava che la crisi fosse dovuta alla finanza è infatti dovuto scendere in campo l’Italocanadese, che, sempre più nauseato dalle proprie origini italiane e sempre più canadese, ci ha spiegato che il nostro problema sono i lavoratori, la vera zavorra che impedisce all’Italia di essere competitiva sul terreno della produttività, che è la sola ricetta utile al Paese, più o meno come l’italopadano Borghezio considera un danno per il resto del Paese aquilani, abruzzesi e più in generale il mezzogiorno d’Italia.
D’altro canto anche la Fiom di Landini ci ha spiegato che con la Fiat non si può trattare e che bisogna respingere anche l’idea di fare concessioni per non ledere la Costituzione, unica legge garante del bene del Paese.
Il Ministro Tremonti, dopo la cena degli Ossi, i soli rimasti agli italiani da portare in tavola, ci ha spiegato che nessuno osi pensare di chiedere risorse per le fasce più deboli perché ogni cedimento non sarebbe utile alle casse del Paese.
Anche per questo il federalismo si farà, così si potranno tagliare i trasferimenti agli enti locali, e Fli ed Udc, che pure ne avevano detto pesta e corna, lo voteranno, ma solo per il bene del Paese.
Ma a salvare il nostro amato Paese ci penseranno invece i ‘Responsabili’, quel gruppo di parlamentari che ha tanto a cuore le sorti del Paese da aver tradito coalizione, partito ed elettori, ma solo nell’interesse dei cittadini, pronti ad assumere funzioni di governo non come ricompensa per il proprio tradimento, ma solo per il bene del Paese.
Sempre per far bene all’Italia il leader del Partito di Cesa ci ha spiegato che dall’opposizione è pronto a sostenere in Parlamento le proposte del Governo Berlusconi, nell’interesse del Paese, salvo però non disdegnare la possibilità di candidarsi a premier alleato con il Pd e contro Berlusconi, ma a condizione di farlo per il bene del Paese.
Come vedete, dunque, ogni medaglia ha il suo rovescio, e tutto dipende dai punti di vista: di una cosa devono essere certi i nostri lettori, che qualunque cosa facciano i nostri parlamentari, leader o peones che siano, sarà stato fatto tutto nell’esclusivo interesse di tutti noi, cioè per il bene del Paese.