Diritti umani
Iil 10 dicembre è stata la “Giornata internazionale dei diritti umani”.
Pensiamo: alle innocenze violate da laidi individui; a chi ha fame e non trova il cibo; a chi è senza un tetto e non trova riparo; all’indifferenza verso gli “invisibili”; a chi cerca e non trova lavoro; alle associazioni di volontariato che si vedono ridotto il vitale 5 per mille; ai poveri di spirito che non trovano la “strada”; a come vorremmo che le “missioni di pace”, fossero condotte dagli agronomi con fertilizzanti e trattori; al capitolo primo della Costituzione... E’ stato un giorno triste. Ma andiamo Avanti. In noi si rinnova l’impegno e la lotta sempre e comunque dalla parte dei deboli
Mario Paolo Guidetti
Ragioni intatte per i socialisti
Condivido pienamente il giudizio su Boselli, non me lo aspettavo! e condivido pienamente l’analisi e la proposta di Tamburrano. Una cosa è ora contare poco, ed un’altra cosa è esserci. E il socialismo c’e’ anche perché la maggior parte dei problemi per risolvere i quali il socialismo nacque, ci sono ancora ed sono irrisolti.
Mauro Minghi
Chi cambia partito si dimetta
Ho letto l’articolo di Francesco Meringolo sul trasformismo di Boselli. Tutti ci scandalizziamo quando qualche onorevole passa da un partito ad un’altro. Però non ho sentito ancora nessun personaggio autorevole proporre un sistema che impedisca questi passaggi.
Io sono dell’idea che se uno viene eletto in un partito e poi ad un certo punto decide di andare in un’altro partito, non lo possa fare. Se non condivide più le scelte di quel partito, l’unica cosa che può fare è dimettersi e al suo posto subentra il primo dei non eletti. Questo perchè quel l’eletto è stato eletto proprio perchè faceva parte di quel partito, altrimenti non sarebbe stato eletto. Perchè questa cosa non viene presa in considerazione e proposta ai partiti che sono più vicino a noi. Perchè non fate un bell’articolo in proposito e lo divulgate? è forse scandaloso o è fuori legge? Presto fatto, si fa una legge e tutto diventa legittimo. Se non proponiamo queste cose che riformisti siamo? che socialisti siamo?
Lucio Tognolo - Sezione di Loano (SV)
Il fastidio è comprensibile, ma per fare quello che chiedi bisognerebbe cambiare la Costituzione perché i nostri parlamentari vengono eletti senza vincolo di mandato; vuol dire cioè che non sono legati a nessun interesse particolare ma rappresentano l’intero Paese. Se così non fosse, avremmo un sistema di tipo ‘corporativo’, dove l’eletto esprime solo gli interessi di chi lo ha votato. Avendo cambiato solo il sistema elettorale, ma non pesi e contrappesi costituzionali e regolamenti parlamentari, se non alla rinfusa, questo metodo di elezione democratica senza vincolo di mandato, purtroppo mostra limiti intrinseci mancando correttivi come il voto di preferenza o il collegio uninominale. Nella cosiddetta Prima Repubblica era inimmaginabile la ‘transumanza’ o la ‘compravendita’ di parlamentari nella misura attuale anche perché il legame col territorio e con gli elettori non lo consentiva. Oggi, in un Parlamento di ‘nominati’, non ci sono invece limiti se non quelli che impone la coscienza e la decenza del singolo. E come si può osservare queste possono mancare anche del tutto. (C. Co.)