Tra i responsabili del venerdì nero di Firenze e della Toscana si deve annoverare il circuito dell’informazione e della comunicazione.
A fronte della precisione dei bollettini meteorologici nessuna tv nazionale (nemmeno del servizio pubblico), di solito così prodighe nell’allarmare i cittadini per emergenze meno prevedibili, ha lavorato a informare. Nessun telegiornale o speciale ha informato e orientato nel corso del disastro che ha preso corpo, nella sua dimensione, solo nelle edizioni della tarda serata. Quello che sbalordisce di più è la condotta di Autostrade e Anas, di Isoradio, delle Ferrovie dello Stato. Mentre il nodo autostradale fiorentino si bloccava (e lo sarebbe stato per tutto il pomeriggio, la notte e la mattina seguente), Isoradio, canale radio RAI di servizio sulla mobilità, trasmetteva tranquillamente musica alternata a brevi informative generiche. I display di Autostrade salutavano chi entrava in A1 e raccomandavano attenzione alle cinture. Migliaia d’ignari automobilisti s’incanalavano nell’incubo. Chi era a ridosso delle uscite di Firenze ha tentato la sorte, traversare cioè la città per bypassare la tratta, con il risultato di trasformare il centro cittadino, già alle prese con i suoi problemi, in un maxi ingorgo. Non migliore la scelta di chi si è affidato al trasporto ferroviario. Migliaia di cittadini in S.M. Novella vagavano tra i binari cercando di capire cosa fare. Display che segnalavano solo la soppressione dei convogli. Boatos incerti hanno portato alcuni a trasferirsi, a piedi e sotto la neve, in altre stazioni cittadine. Ferrovie dello Stato incapace di ricoverare chi aspettava di tornare a casa (ci avrebbe pensato dopo ore il Presidente della Toscana) e di fornire informazioni sui servizi possibili. A qualche centinaio di malcapitati, è stato assicurato che il treno su cui erano saliti li avrebbe condotti ad Arezzo. Si sono trovati, molto tempo dopo, a Chiusi. Tempi medi per raggiungere località nell’arco di 50 km: 6-7 ore. Solo in ambito cittadino, radio private locali e siti internet hanno informato e dato consigli, raccolto appelli e notizie da chi si trovava nell’inferno. Di questa Waterloo dell’informazione i responsabili devono rendere conto.
Isoradio non ha una rete d’informazioni autonoma dai centri Anas e Autostrade e da questi dipende. Già in altre occasioni è stato sperimentato l’effetto di questa mancanza di autonomia con comunicazioni reticenti, ritardate, tali da non permettere la libera scelta dell’ingresso in autostrada.
I dirigenti di FFSS, chiusi negli uffici e incapaci di capire che i cittadini avevano bisogno di sapere che destino li aspettava, hanno mostrato la loro inadeguatezza. E dire che nella serata di venerdì 17, mentre le TV nazionali ormai battevano le notizie del disastro in corso, uno spot di FFSS e di Telecom Italia ci assicurava che sui famosi Freccia Rossa era possibile rimanere sempre connessi (e informati) con i propri computer, I Pod e telefoni.