Massimo Carugno
Al PD sono arrivate due sollecitazioni: l’una dal terzo Polo guidato da Casini e l’altra la proposta di “matrimonio” avanzata da Di Pietro, con Vendola come “compare di fede”.
Per esplicita dichiarazione di entrambi i proponenti l’una esclude l’altra.
Per Bersani & Company è arrivato il momento di fare una scelta.
L’ipotesi di una “grossekoalitionen” in cui il vertice del PD non sia costretto a fare scelte che sicuramente avranno ripercussioni nella struttura interna del partito non è piu proponibile.
Nel guado, assieme ai “Democrat”, sono rimaste le forze autenticamente riformatrici di questo paese e cioè noi, i Verdi e i Radicali.
Quindi il momento di fare una scelta è arrivato anche per noi. Se di scelta si può parlare.
Perché, a parte il fatto che da Di Pietro e Vendola non c’è arrivato alcun invito, c’è da sperare e immaginare che tutti, in questo partito, escludano patti, alleanze, cartelli o quant’altro con schieramenti che vedono impegnati in prima fila i dipietristi e i postcomunisti.
Perché è ora di avviare il dialogo con chi ha, del sistema politico, la nostra stessa concezione e che lavora per abbattere i cesarismi e tornare al primato della politica partitica, pluralista e proporzionale.
E allora se la parola “scelta” presuppone la esistenza di due o più alternative, e a noi ne è rimasta una sola, c’è da chiedersi cosa ancora aspettare.
E’ facile immaginare che forse il dubbio è se aderire al Terzo Polo prima o dopo il PD.
E’ facile immaginare che si stia pensando di farlo dopo, o quantomeno assieme al PD perché così nessuno può gridare allo scandalo e perché la presenza del PD “sdoganerebbe” Futuro e Libertà in una unione con forze di centrosinistra. E se questa non fosse la strada giusta?
E se aderire al Terzo Polo dopo, e non prima, del PD fosse un segno di appiattimento sulle posizioni dei Democrat annullando agli occhi delle altre forze politiche, ma soprattutto della nostra base e del nostro elettorato, le rivendicazioni e le ambizioni di autonomia e identità? E se invece fossimo noi i primi a prendere posizione per poi rivendicare l’iniziativa di averci “tirato dentro” gli altri?
Forse, non volendo fare né l’uno né l’altro, la strada migliore potrebbe essere quella di completare in fretta il dialogo con i Radicali ed i Verdi e assumere una posizione a favore del Terzo Polo assieme ad un cartello “riformista”.
Mai come adesso, in cui la dignità politica è stata letteralmente calpestata da tantissimi, se non da tutti, presentarci davanti al corpo elettorale non pensando quello che pensa il PD e non facendo quello che fa il PD, ma con una posizione dettata da scelte autonome, precise e decise, ci caratterizzerebbe con quella dignità politica che sicuramente ci riavvicinerebbe tanti dei socialisti in “standby” e probabilmente una parte di quel 45 % di italiani che non vanno a votare.