Leonardo Scimmi
Ci è voluto un manager italo - canadese, con uno stile chiaramente straniero, per dare una scossa al sistema delle relazioni industriali italiano, notoriamente ingessato e, forse, inefficace. Un manager dalle idee chiare, educato nel mondo anglosassone, ricco di un’esperienza lavorativa varia ed internazionale, dai modi spicci forse, ma efficaci. Un manager che rappresenta in Italia quello shock culturale nelle relazioni industriali che finalmente porta in prima pagina i problemi reali del Paese, abbandonando la noiosa retorica delle delegittimazioni, delle polemiche passionali e false nei talk show, degli urlatori di piazza professionisti.
Non si urla, non ci si scalda troppo: ci sono problemi, ci sono negoziazioni, ci sono soluzioni.
La fabbrica, l’azienda, l’impresa, il gruppo devono andare avanti, competere con players mondiali che non vanno tanto per il sottile e lo stato italiano deve risolvere i problemi che gli competono, ed i sindacati debbono anch’essi fare la loro parte, per il bene di tutti, dei lavoratori e dell’impresa.
Il compromesso fra lavoratori ed impresa, fra capitale e lavoro, è essenziale ed irrinunciabile. Nessuno puo’ avere il 100% nella trattativa. Il sistema in sé, il c.d. sistema Paese ne guadagnerà.
Inutile fare battaglie politiche attraverso slogan demagogici. La globalizzazione non ti lascia possibilità, le imprese hanno la exit strategy dalla loro, se non ti adegui, me ne vado. Ricatto? Forse, ma il mondo cambia ed una legislazione moderna deve tenerne conto, altrimenti si è fuori mercato.
Si dirà, non possiamo imporre il modello cinese, salari bassi, diritti dei lavoratori non rispettati. Nessuno vuole una corsa al ribasso né cedere a ricatti ingiusti. Si opera in regime di collaborazione costruttiva. Occorre lasciare spazio alla autonomia negoziale a livello aziendale per esempio. Lo shock culturale professionale importato da Marchionne scuote una situazione, quella italiana, caratterizzata dai piu’ bassi salari d’Europa, oltre che da un sindacato conflittuale e politicizzato. Nel corso delle negoziazioni, quelle vere, ci si accorgerà che la Mitbestimmung – la partecipazione dei lavoratori alla guida delle imprese, potrebbe essere una strada utile per risolvere le sfide della competitività, della produttività, dell’aumento dei salari oltre che dell’adeguamento ad una globalizzazione irresistibile.