Avanti della domenica

N. 44 del 19 dicembre 2010

Lettere di: Ceccon, Gerosa, Lendinara
mercoledì 15 dicembre 2010

Pensiamo ai giovani

Ho letto on line l’articolo di Manfredi Mangano e rilevo un vizio del tutto italiano sul taglio e sul giudizio in merito alla riforma dell’Università. Purtroppo si pensa solo ai finanziamenti, ai ricercatori, ai precari e ai rinnovi contrattuali, ma agli studenti chi ci pensa? Che sbocchi lavorativi hanno oggi? La nostra Università è adeguata al tempo in cui viviamo? Perchè i Docenti e i Baroni non devono rendere conto delle presenze in aula? Dove vanno a finire tutti i soldi che arrivano all’università? I ricercatori cosa ricercano e dove sono i risultati? In Toscana gli Atnei più importanti sono alla bancarotta con buchi milionari. Perchè nessuno controlla? Una riforma deve guardare in primo luogo al futuro dei nostri giovani e del Paese in relazione ai mutamenti dell’economia mondiale. Troppo spazio è stato dato dai media alle manifestazioni di protesta e poco ai contenuti della riforma che sicuramente è carente ma almeno la Gelmini il coraggio di fare qualcosa ce l’ha avuto. L’unica cosa che ha fatto Bersani leader del PD è salire sui tetti, un bell’esempio di demagogia.
Ettore Ceccon

Coinvolgete di più le sezioni

Cosa state facendo per far conoscere il programma che dovremo proporre agli italiani alle vicinissime elezioni? Sappiamo per esperienza che i globuli rossi di un partito sono le sezioni sparse sul territorio ma non vengono coordinate né contattate dal centro. Un ufficio di coordinamento nazionale deve essere istituito, deve essere il polmone da dove partono tutte le iniziative atte a riportare il nostro partito in parlamento. Coordinazione, organizzazione, informazione sarebbero i compiti destinati al nuovo ufficio gestito da volontari. Obbligare il sostegno al nostro settimanale sul quale dare notizie più consistenti e non limitandoci al bollettino parrocchiale. Il Segretario non può essere il solo informatore dei programmi socialisti. La dimostrazione della nostra incapacità penetrativa nel tessuto elettorale è dimostrata dallo 0,8 % ottenuto nelle precedenti tornate elettorali. Il nostro “vogliamo svegliarci” deve essere considerato uno stimolo capace di ottenere risposte positive su dei programmi precisi e sociali. Cosa pensiamo della diminuzione della tasse? Se dovessimo partecipare al governo una legge sul conflitto d’interessi sarebbe da sottoscrivere nei primi 100 giorni? Quale nuova legge elettorale, in sostituzione di quella in vigore? Il salario minimo è una proposta da sottoscrivere? Quando si parla di “lavoratori” s’intendono solo gli operai, o il concetto viene esteso anche agli imprenditori? Un gruppo di vecchi socialisti e per tutti
Giulio Gerosa - Roma



Primarie, per favore basta

A sentire parlare di primarie mi viene il mal-di-pancia. Ma è possibile che in Italia scimmiottiamo sempre quello che viene proposto in altre nazioni? Ma non abbiamo una capacità di esprimere idee e ragionamenti che siano nel rispetto della Costituzione? Ma non abbiano ancora capito che la ricerca dell’uomo migliore non è altro che assoggettarsi ad una persona che, per quanto brava, è sempre una singola mente con le sue doti, ma anche con le sue debolezze? Il “personaggio” è la delega del “non pensare”. Rifugiarsi dietro al “carismatico” confonde quello che veramente dovrebbe essere la politica: diffusione di idee per crescere. Mi meraviglio che i media ci presentino sempre la battaglie per trovare un “nome” . Ogni periodo storico ha del buono, ma questi 15anni di oscurantismo buono solo a dividere e non ad unire, penso sia peggiore anche del fascismo: la diffusione tra la gente dell’effimero ha creato solo disinteresse ed odio verso i nostri simili.
Guardo avanti con grande fiducia e spero anche che il mio partito rimanga fucina di idee. Nencini per me è il segretario del partito, la sintesi di tutti noi, non è il capo carismatico, ma il portatore di progetti perché i dogmi li lascio alla religione e per questo non cederò alla corsa alle primarie.
Continuerò ad andare a votare  perché è il primo diritto di libertà e non voglio cancellarlo né vorrei che a qualcuno, scelto con le primarie, venga voglia di cancellarlo.
Tiziano Fontan Lendinara - Rovigo