Avanti della domenica

N. 44 del 19 dicembre 2010

FGS, il futuro socialista
Francesco Meringolo - Da Boselli inaccettabile trasformismo
mercoledì 15 dicembre 2010

In un’epoca di trasformismi politici, tutto è “lecito”, compresi i “pentiti” del congresso di Rifondazione Comunista che scelsero Ferrero per poi fare “marcia indietro” verso Vendola non appena si accorsero che avevano imboccato una strada senza uscita, ma trasformismo di Boselli non può essere taciuto.
Probabilmente fa più notizia sapere del sostegno di parlamentari eletti nell’IDV al governo Berlusconi, ma per chi ha vissuto i fantastici momenti della RNP, il più grande progetto politico degli ultimi vent’anni, quello di Enrico Boselli, nel partito di Rutelli rappresenta una di quelle cose che nella vita non si vorrebbero mai vedere.
Ricordo Boselli in Calabria a difendere le nostre posizioni e a contestare le scelte di “compagni” che avevano aderito al PD, rei di andare verso “l’annullamento delle proprie idee nello stesso partito di Rutelli”. Poi Rutelli da quel partito andò via per fondare l’API, partito nel quale oggi Boselli va a ricoprire il ruolo di vicepresidente. I diritti civili e la laicità furono l’argomento con cui Boselli, portò lo SDI prima fuori dalla FED (allora triciclo di Prodi) complice la posizione filovaticana di Rutelli sui referendum e sulla procreazione assistita.
Poi in accordo con i radicali fondò la Rosa nel Pugno in contrapposizione al PD sul terreno della laicità, anche grazie all’aiuto dell’FGS che, è importante ricordare, in tutta italia organizzò una raccolta di firme per l’abolizione del concordato tra Stato e Chiesa.
“Ho sempre condiviso quelle scelte, la Rosa nel Pugno fu una scommessa straordinaria e non capii mai il senso vero dell’archiviazione di quel progetto, ma se è vero che con il tempo le risposte arrivano, oggi la mia risposta l’ho avuta: mi pare di capire che la RNP si ruppe per il mancato accordo tra i gruppi dirigenti così come probabilmente è stato il mancato accordo tra i vari dirigenti regionali a far fallire la costituente socialista.
Chi nella Rosa nel Pugno c’era e ha condiviso quelle scelte, lo ha fatto per perchè credeva in valori che Boselli avrebbe dovuto rappresentare.
Francesco Meringolo
Segretario Calabria