Avanti della domenica

N. 44 del 19 dicembre 2010

Telecronache
Vincenzo Caciulli - Ag Com, un’Autorità poco autorevole
mercoledì 15 dicembre 2010

Nel disinteresse generale della politica stanno perdendo ruolo quelle Autorità Indipendenti che dovrebbero essere i cani da guardia del paese e dei cittadini contro l’ingordigia e le furbizie dei mercati e dei player finanziari e industriali. Quanto siano poco note ai cittadini stessi e poco efficienti sul piano operativo lo ha mostrato, impietosamente, Milena Gabanelli nella puntata di Report del 14 novembre scorso. Dobbiamo tuttavia impedire che la giusta indignazione per le clientele e gli sprechi consolidino il dubbio sulla loro utilità.
Nella capacità regolatoria e sanzionatoria delle Autorità risiede la possibilità concreta di garantire l’operatività e concorrenzialità etica del mercato utile a renderlo più economico e trasparente. Consob (Borsa) e ISVAP (assicurazioni) hanno mostrato e mostrano quanto la loro inefficacia pesi nelle tasche e sui risparmi delle famiglie.
Le incertezze dell‘Ag. Com. (Autorità per le comunicazioni) che vigila e norma un settore strategico condannano, a fronte della staticità del Governo nazionale, l’Italia ad uscire dal novero di quelle nazioni industrializzate che investono molto nelle telecomunicazioni nella convinzione che siano volano di nuovo sviluppo. Sul tavolo la reale concorrenzialità tra operatori di telefonia ed internet, minata dalla privatizzazione sbagliata che ha “consegnato” la rete e la posizione dominante a Telecom, la necessità di nuove reti a banda larga e l’assegnazione delle frequenze nuove e liberate dalla transizione del sistema tv al digitale terrestre. Frequenze che in altri paesi – Francia, Germania, Usa – hanno portato ai bilanci pubblici ben più soldi di quelli ipotizzati da Tremonti nella legge di stabilità.
Sul tavolo gli assetti del sistema televisivo nazionale e locale, il rispetto delle norme sull’affollamento e la correttezza della pubblicità, il ruolo del servizio pubblico. Fortemente imbarazzata da casi che hanno coinvolto alcuni commissari, da un’evidente scarsa autonomia e indipendenza sia dalla politica che dai big player del settore, da una ridotta dinamicità nel monitorare realtà che evolvono a grande velocità, l’Ag. Com. necessità di un profondo ricambio sia negli uomini che nella struttura. Ne va del pluralismo dell’informazione e delle prospettive di modernità del Paese.