Il rapporto tra economia e politica sta intercettando temi di stretta attualità, a metà tra la cronaca giudiziaria e quella politica. Gli esempi antichi e recenti non mancano di pratiche che incidono pesantemente sui comportamenti pubblici e che mettono in discussione la tenuta morale complessiva della classe dirigente e di gran parte del "sistema paese".
Un socialismo moderno e avanzato rappresenta una valida risposta alla domanda di ripristino del senso della responsabilità pubblica, cioè di quel messaggio che deve arrivare ai cittadini che la politica non è il luogo privilegiato della furba truffaldineria egoistica di alcuni, bensì il luogo della speranza, dell'utopia, del cambiamento.
Questo lo si può fare in modo indolore partendo dalle classi dirigenti e dai suoi criteri di selezione, regolamentando i partiti in statuti e accentuando la natura pubblica e collettiva di questi organismi, a scapito di una visione proprietaria e personalistica. Trasformando cioè i partiti in organismi democratici: basta semplicemente dare attuazione all'art. 49 della Costituzione.
Così come per una società che non vada più "a due velocità" e che invece tutta unita si diriga verso un futuro condiviso, il nuovo socialismo dovrà intensificare la promozione di provvedimenti in favore della parità di genere. Assumendo i temi della procreazione come valore collettivo e non come fatto privato delle donne. Il mainstreaming esclude l'adozione di iniziative specificatamente rivolte alle donne attraverso politiche protezionistiche, ma stimola la mobilitazione di tutte le politiche e di tutte le misure generali, facendo assumere alla società nel suo insieme una specie di "punto di vista di genere", sia per programmare l'accesso alle risorse, che per regolare i tempi di vita e di lavoro.
Inoltre, l'attualità ci mette quotidianamente di fronte a situazioni per cui i limiti nazionali vengono messi in discussione, sia che si tratti della sovranità nazionale - come nel caso della Grecia - sia che si tratti dei diritti fondamentali della persona, sanciti appunto a livello europeo e mondiale. In questo contesto globalizzato, solo un approccio laico può garantire libertà di coscienza, di conoscenza, di credenza, di critica. E occuparsene - cioè acquisire la laicità come pratica e come punto di vista - significa occuparsi della fisionomia che la democrazia può assumere nel nostro Paese. Solo una Nazione laica, con istituzioni indipendenti, neutrali, equidistanti, che si oppone al dogmatismo e al fondamentalismo in qualsiasi ambito essi si manifestino, può garantire parità di trattamento, lotta a qualsiasi forma di privilegio, tutela delle minoranze, fissazione dei limiti giuridici a qualsiasi forma di potere.
E, quindi, in concreto, può garantire l'attuazione di politiche che siano di integrazione e non di tolleranza nei confronti degli immigrati; può permettere di riconsiderare il rapporto tra "pubblico" e "privato" alla luce del progresso scientifico e tecnologico che ha trasformato la naturalità degli eventi in fattori di scelta autonoma e personale: gli argomenti della vita, della morte e della sessualità diventano sempre di più scelte etiche con rilevanza sociale, piuttosto che opzioni individuali sottoposte solo al giudizio delle coscienze e al monopolio etico delle religioni.
Ed infine, un socialismo moderno, ponendo la laicità come prospettiva di metodo, può ispirare positivamente assetti sociali che guardino al welfare e alle politiche del lavoro in modo avanzato. Può ispirare un “welfare positivo” - che si avvale di sistemi socio-tecnologici integrati per mirare l’intervento alle persone - e offrire valide garanzie per tutelare il lavoro, oltre che il posto di lavoro, attivando politiche che favoriscano le "seconde chances", grazie alla valorizzazione della qualità e delle risorse del capitale umano, delle possibilità di un cittadino colto, informato, consapevole. Per questo un socialismo moderno deve mettere al primo posto l'appoggio alla ricerca, un'autentica riforma della scuola e dell'università, che non sia il freddo riordino amministrativo che ci hanno spacciato come riforma.