L’ITALIA DEI MISTERI. Carlo Azelio Ciampi, dopo diciassette anni rompe gli indugi e ammette: “Ebbi paura che fossimo a un passo dal colpo di Stato.” E prosegue: “Lo pensai allora e lo penso ancora oggi.” Inquietante. C’è da domandarsi come mai la questione emerga solo ora, con così tanta forza. Le dichiarazioni di Ciampi sono confermate dai suoi più stretti collaboratori. Andrea Manzella, all’epoca Segretario Generale della Presidenza del Consiglio, ha riferito delle telefonate intercorse con Ciampi nelle ore in cui erano esplose, quasi in contemporanea, le bombe di Milano e di Roma: “Di quella notte ricordo bene le riunioni dei capi dei servizi segreti […]. Intanto cercavamo di capire la natura del blackout elettrico che aveva oscurato Palazzo Chigi.” Sì, perché in perfetta sintonia con le regole del colpo di Stato, proprio a Palazzo Chigi mancarono la luce per un “guasto interno” e le comunicazioni. Interviene anche Antonio Meccanico, che dice “In quei giorni si respirava un clima cileno. Poche ore prima delle esplosioni, il Governo aveva risolto una lunga vertenza con gli autotrasportatori. Ricordo che pensai subito a Pinochet e allo sciopero degli autotrasportatori contro l’esecutivo guidato da Allende.”
Era il 28 luglio 1993, e molti in quelle ore collegarono quei fatti all’esplosione che aveva già colpito Roma il 14 maggio, ma, prima ancora, agli attentati del ’92, quello di Giovanni Falcone del 23 maggio e di Paolo Borsellino del 19 luglio.
Il coinvolgimento di Cosa Nostra sulle stragi e sulle bombe, dice oggi Piero Grasso, è ormai dimostrato, ma adesso si fa sempre più strada l’ipotesi che insieme alla mafia ci fossero Servizi deviati dello Stato.
Allora si tennero le cose abbastanza distinte. Ma ora è impossibile non associare quei fatti alla stagione di Mani Pulite, che ha segnato le sorti della politica italiana proprio nel ’92-’93.
Nessuno ha ancora potuto escludere che, anche dietro Mani Pulite, ci fossero interessi diversi dalla lotta alla corruzione. E che, in parallelo all’azione giudiziaria, si muovessero altre forze e altri interessi. Dovrebbe essere una Commissione di inchiesta parlamentare a spiegare i fatti che oggi Ciampi solleva. Per spiegare contemporaneamente se Cosa Nostra e i Servizi deviati hanno avuto un ruolo in Tangentopoli. Se le stragi del ’92 e le bombe del ’93 erano parte avversa della “rivoluzione italiana” di Mani Pulite o erano parte di uno stesso disegno eversivo per modificare il sistema politico italiano e per indebolire l’Italia sul piano internazionale.
E forse non è un caso che il Corriere della Sera, qualche mese fa, ha pubblicato la foto della cena fra Di Pietro e agenti dei nostri ed altrui servizi segreti.