Luca Cefisi e Carmine Iuliano
Il Consiglio del PSE di Varsavia del 2 e 3 dicembre prosegue la direzione di marcia dell’ultimo congresso dei socialisti europei (a Praga lo scorso anno): un partito europeo che non sia più soltanto una sovrastruttura, ma che coinvolga i cittadini e le cittadine, con proposte politiche comuni e condivise dalla Svezia alla Spagna, dalla Lituania alla Grecia.
C’è una diversa visione d’Europa, totalmente differente da quella della destra. La risposta alla crisi non può essere limitata ad una politica di soli tagli, è necessaria una via d’uscita dalla crisi economica ispirata a criteri di progresso, proteggendo i posti di lavoro delle persone e creandone di nuovi, più sostenibili, per coloro che ancora sono esclusi da questa fragile ripresa. I socialisti europei chiedono un “Patto per l’Occupazione ed il Progresso Sociale“, che sia concordato ed adottato dalle istituzioni dell’Unione Europea, dai governi nazionali e dalle parti sociali, un patto che promuova una strategia globale, che includa un elenco concreto di misure ed iniziative per: la creazione di nuovi posti di lavoro sostenibili per uomini e donne con l’aumento della qualità del lavoro e il superamento della precarietà; l’applicazione di un diverso modello di crescita, che vada oltre la misurazione del Prodotto interno lordo; la crescita di competenze ed innovazione; il rilancio di una politica industriale europea fondata sulla compatibilità ambientale; il rafforzamento dell’accesso ai servizi pubblici; il rafforzamento dei sistemi di sicurezza sociale, ad esempio attraverso una direttiva quadro europea sul reddito minimo.
Come si vede, le proposte dei socialisti sono del tutto alternative all’agenda di politica economica coltivata dal centrodestra italiano: il rilancio dell’economia non può avvenire, per noi, a spese della coesione sociale, anzi, una migliore spesa sociale è indispensabile. Il settore della tecnologia verde, comprendente fra l’altro energia rinnovabile, efficienza energetica, riciclaggio e gestione delle acque dovrebbe essere la base del rilancio industriale. La questione della qualità del lavoro e del reddito minimo è alternativa alla retorica del lavoro precario a tutti i costi che è ricattatorio verso i giovani e non offre futuro.
Si tratta ora di raggiungere gli elettori per comunicare le proposte socialiste, caratterizzandole come idee valide per tutta Europa. Si tratta di sviluppare un approccio comune a tutti i livelli, europeo, nazionale, regionale e locale, sulla base della campagna elettorale comune del 2009; la proposta più importante è oggi quella di coinvolgere tutti i socialisti europei nella scelta di un candidato alla presidenza della Commissione Europea nel 2014. Chiamare tutti gli iscritti dei partiti del Pse a scegliere questo candidato sarebbe un passo storico nella costruzione di una forza politica europea che funziona secondo democrazia e oltre le barriere dei confini nazionali. Nel frattempo, i mezzi telematici consentono a tutti di seguire il dibattito nel socialismo europeo e di parteciparvi.
Due “piattaforme telematiche” (http://www.pes.org/renew e http://www.pes.org/en/my-pes) permettono di intervenire, discutere, scaricare documenti, con ampia possibilità di traduzione in italiano. Un nuovo mezzo di partecipazione, che dagli attivisti telematici si estenderà ai nostri iscritti ed elettori, cittadini europei partecipanti e informati.