Avanti della domenica

N. 42 del 12 dicembre 2010

Per uscire dalla crisi alla sinistra occorrono 'idee forti'
Angelo Sollazzo - Lasciamo i salotti e torniamo tra la gente
giovedì 9 dicembre 2010

Angelo Sollazzo

Si parla diffusamente negli ultimi anni della necessità da parte delle forze politiche di ritornare al contato diretto con l’elettorato, ed evitare la politica, che spesso è a doppio taglio, dei salotti televisivi e non.
La società politica italiana, per troppo tempo, ha pensato più a cosa veniva detto sulle poltrone di Bruno Vespa che non nelle piazze.
Se si aggiunge che gli altri sono dei comunicatori televisivi di lungo corso, allora è suicida voler combattere su un terreno in cui si è facilmente perdenti.
Purtroppo bisogna considerare che, acclarato l’assunto di una testa un voto, allora le poche occasioni offerte per parlare alla vasta platea televisiva devono essere sfruttate al massimo evitando sofismi e perbenismi in una arena dove il popolo vuole il sangue.
Spesso vale più una uscita felice in televisione che lo scrivere un saggio di alto livello di economia politica. Tant’è.
Necessita prendere atto che vi sono due aspetti fondamentali per l’organizzazione del consenso quando non si hanno a disposizione i mezzi della propaganda televisiva ed editoriale.
Il primo, e più importante, è quello do avere una proposta politica forte che parli al cuore del cittadino in modo semplice e non astruso e che tocchi le corde della sua sensibilità civile.
Il secondo è quello di tornare tra la gente, di visitare le fabbriche, gli uffici, le zone rurali. Insomma tornare ad essere un partito di popolo.
Diventa indispensabile evitare l’errore, che il PD commette in quantità industriale, di frequentazioni pseudo-intellettualistiche, di considerare vate qualche professorino di dottrina politica, di pendere dalle labbra di qualche politologo fallito ovvero di qualche giornalista presuntuoso. In certi ambienti si fa a gara a chi la spara più grossa e spesso si erca l’impossibile per dire una cosa nuova e diversa, magari una enorme stupidaggine fatta passare per pensiero profondo.
Ecco bisogna che la sinistra eviti certe rincorse e si concentri su temi che stanno realmente a cuore alla gente comune.
Il messaggio politico, per essere efficace, deve riguardare pochi aspetti della società moderna.
Idee che colpiscono, che funzionano e che le persone normali, non solo gli intellettuali, riescono a capire.
I socialisti hanno inventato le leghe oltre un secolo prima di Bossi e cosa erano se non associazioni di solidarietà per difendere interessi e categorie?
I primi socialisti operavano nei campi e nelle fabbriche per spiegare il loro progetto politico.
Oggi la sinistra è divenuta salottiera e ritiene che per farsi capire basti un comunicato stampa. Falliscono anche le famose feste di partito.
A questo la destra contrappone una presenza capillare e di difesa categoriale come la Lega-Nord, ovvero iniziative ed attività populistiche e di mistificazione della realtà come fa il cosiddetto Popolo della Libertà.
Gli uni fanno leva sui sentimenti più egoistici e razzisti di parte della popolazione, gli altri martellano con mezzi poderosi, economici e comunicativi, per rappresentarsi in modo falso e bugiardo ed apparire quello che non sono..
I socialisti hanno individuato alcune idee-forza importanti. Purtroppo qualche volta accantonano ciò che funziona per rincorrere le idee degli altri.
La tassazione della rendita patrimoniale, parassitaria ed assenteista, dal 12,50 al 20%, come in tutta Europa, l’applicazione dell’Art.49 della Costituzione con l’eliminazione del finanziamento pubblico a quei partiti che non presentano bilanci veritieri, che non garantiscono la democrazia interna e la trasparenza gestionale, l’eliminazione del nome del leader sul simbolo elettorale con la fine del partito personale ma soggetto politico collettivo, l’attacco ai privilegi del Vaticano che costano allo Stato tra ICI, IVA Irpef, etc. come una manovra economica annuale, sono proposte che colpiscono nel segno. Non si può consentire, in un momento di grave crisi economica, che la proprietà di 100 mila edifici, di 1837 case di cura, di accoglienza, di vacanze e di ristoro, di 137 università private e 400 scuole parificate etc. non paghi uno straccio di tassa.
Il socialismo è cresciuto contestualmente al patriottismo risorgimentale.
Riscoprire la patria, la voglia di appartenenza ad una comunità genera fiducia nei cittadini verso lo Stato unitario ed è cosa di sinistra non di destra.
Alla destra abbiamo regalato, negli anni, l’amor patrio e il tema della sicurezza nelle nostre città. Garibaldi e Pertini vedendo certe cose si rigirano nella tomba.
Il socialismo tricolore può essere una nostra grande arma per avere visibilità. Bisogna crederci fino in fondo. Insomma il ritorno per noi, ma anche per gli altri, alla cultura politica che ci ha ispirati fin dalla nascita, può rappresentare un nuovo inizio per ridare alla politica quella nobiltà che le compete.