Marco Di Lello
Il ritorno a Rimini per i socialisti ha voluto significare il recupero simbolico di una straordinaria stagione di elaborazione, sapendo che per tornare ad essere protagonisti, oggi più di ieri, occorre lanciare e vincere la sfida delle idee.
La qualità delle nostre candidature, delle donne e degli uomini che rappresenteranno il Partito Socialista alle prossime elezioni amministrative e la forza delle nostre proposte segneranno la cifra del nostro successo: anche per questo si è insediata la Consulta nazionale degli Amministratori, intesa come luogo di confronto, di scambio e di elaborazione di idee e programmi per il governo delle città.
Sobrietà e Trasparenza dovranno essere le principali caratteristiche della nostra azione amministrativa, promuovendo in tutte le assemblee la istituzione dell’anagrafe Pubblica degli eletti e la riduzione, nei consigli regionali, degli emolumenti e delle indennità di assessori e consiglieri.
La Partecipazione dei cittadini nella vita pubblica dovrà essere effettiva e reale, anche attraverso la scelta nella destinazione di alcune poste di bilancio e la indizione di referendum sulle questioni più significative per la vita dei comuni.
La Gestione dei Servizi, sempre più in forma associata, dovrà, nelle proposte socialiste, garantire qualità ed efficienza: sulla gestione della risorsa idrica, su quella del ciclo di smaltimento dei rifiuti fino a quello della istruzione di base si baserà il giudizio dell’operato dell’amministrazione comunale e noi socialisti dovremmo essere in prima linea nella difesa dei diritti, pronti ad utilizzare le migliori competenze a disposizione.
La qualità del Trasporto pubblico locale, unico mezzo di trasferimento per le fasce meno agiate, sarà un altro dei terreni su cui si misurerà la qualità della vita nelle nostre città in uno con il traffico veicolare nelle grandi e medie città: la cura del ferro, tram e metropolitane leggere sono gli strumenti che i socialisti si impegnano a promuovere per garantire mobilità e qualità dell’aria che respiriamo.
Il Governo del territorio, infine, sarà il luogo in cui distinguerci per la capacità di attivare meccanismi di sviluppo senza mai perdere d’occhio l’obiettivo del risparmio del consumo dello spazio, evitando di sottrarre altro spazio alle nostre campagne, puntando sul riuso dei contenitori e soprattutto alla lotta all’abusivismo edilizio, il modo migliore anche per evitare di versare lacrime di coccodrillo ad ogni morto per frane, alluvioni ed esondazioni che sempre più spesso travolgono il nostro paese.
Stato ed Enti locali, oggi più di ieri, hanno bisogno l’uno degli altri, destinati a vivere in simbiosi: basti pensare alle sofferenze dei comuni derivanti dal mancato trasferimento dei proventi sull’Ici prima casa, ai tagli delle risorse destinate alle aziende di mobilità, ai vincoli di un patto di stabilità che blocca anche il pagamento di semplici partite di giro, spingendo gli enti locali nella morsa dei creditori, o alle vicende, anch’esse paradigmatiche, dei rifiuti di Napoli e delle macerie di L’Aquila .
Quando si spezza la catena delle responsabilità, quando a decisioni anche impopolari si preferisce la propaganda ecco le tonnellate di immondizia giacenti per le strade di decine di comuni del napoletano e le altrettante tonnellate di macerie abbandonate nel centro storico del capoluogo abruzzese, e come in un incantesimo che si rompe il presunto buongoverno diviene cartolina di incapacità destinata a fare il giro del mondo.
Le idee, ai socialisti, non sono mai mancate: quello che non abbiamo sono invece le occasioni per farle conoscere.
Per superare il muro mediatico dovremo essere ancora più forti nelle nostre proposte e lavorare di gomito, puntare sulle nostre gambe e le nostre braccia, organizzare gazebo nelle nostre piazze, rendere le nostre sezioni e federazioni veri e propri sportelli dei cittadini, utilizzare al meglio la forza delle rete, essere ancor più incisivi nelle assemblee elettive, non solo depositando proposte di legge regionale e delibere consiliari, ma battendosi per farle approvare, dimostrare la nostra incisività.
Il movimento socialista, anche allora pressoché privo di rappresentanza parlamentare, si radicò, all’inizio del novecento, attraverso il lavoro di frontiere che iniziarono a svolgere i rappresentanti eletti nei municipi.
La crisi del berlusconismo, ma anche dell’illusione del bipartitismo, offre oggi ai socialisti una nuova opportunità, ripartendo dai comuni e dalle province. Sono certo che non la sprecheremo!